Papa Francesco, contro inutili sfarzi e privilegi: le reazioni del giorno dopo

Da ieri sera la Chiesa ha un nuovo Papa, Mario Bergoglio, che con il nome di Francesco prende il posto del dimissionario Papa Ratzinger. Fin dalla sua prima apparizione Papa Francesco si è subito distinto per la sua simpatia e la sua umiltà.

Già nel Conclave 2005, quello che portò all’elezione di Benedetto XVI, il suo nome era uno dei più quotati, non a caso quindi i 114 cardinali (lui escluso) facenti parte del Conclave lo hanno eletto dopo solo cinque votazioni.

Stamani la sua prima uscita pubblica per recarsi in preghiera nella Basilica di Santa Maria Maggiore: non ha voluto utilizzare l’auto papale e ha chiesto un auto meno lussuosa della Scv 001 messa a disposizione dalla Santa Sede. Papa Francesco ha inoltre chiesto che la Basilica restasse aperta ai fedeli come sempre: «Lasciate la basilica aperta, sono un pellegrino, voglio andare tra i pellegrini». Ma la Basilica è stata comunque chiusa per motivi di sicurezza.

 

Un primo segno della sua umiltà e del suo spirito francescano, lo stesso che in questi anni lo ha accompagnato nel suo operato in Argentina dove i fedeli lo descrivono come un cardinale in grado di ostentare uno stile di vita modesto e combinare l’attenzione alle opere di carità verso i poveri con la difesa del potere della borghesia imperialista e del clero.

Una decisione questa analoga a quella di ieri sera quando, dopo la sua elezione, decise di rientrare alla Domus Santa Marta in autobus, assieme ai cardinali elettori.

Nel mondo le reazioni dopo la nomina a Pontefice del cardinale Bergoglio sono state molto positive.

Il Capo dello Stato italiano, Giorgio Napolitano, ha seguito l’annuncio dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio, al Soglio Pontificio, ed a quanto si apprende, ha «condiviso l’emozione del paese» per il discorso di Papa Francesco in piazza San Pietro, ed è rimasto: «colpito dalla semplicità delle parole pronunciate nella lingua nostra e della sua famiglia d’origine in Piemonte».

Il presidente statunitense Barack Obama ha definito Papa Francesco come un «paladino dei poveri e dei più vulnerabili», ed ha aggiunto che la scelta di nominare un Papa delle Americhe mostra: «la forza e la vitalità di una regione sempre più importante per il mondo intero. Condividiamo la gioia di questo giorno storico. Sono ansioso di lavorare con Sua Santità per portare avanti la pace, la sicurezza e la dignità a prescindere dalla fede religiosa».

Il Decano della Chiesa Evangelica in Italia, Holger Milkau, in una nota, ha invece affermato:

«Ho ammirato il modo in cui Papa Francesco I si è presentato al popolo dei fedeli, con l’umiltà di chi ha piena consapevolezza della responsabilità di cui è stato investito: una responsabilità anche molto umana, incoraggiata non per ultimo dal segno riformatore espresso nella dimissione di Benedetto XIV. Il primo gesto del nuovo pontefice, inginocchiarsi per chiedere il sostegno e la benedizione dei fedeli, è stata espressione di vero spirito evangelico. Un modo di testimoniare la fede che ci è molto vicino e, da luterano, esprimo la speranza che ciò sia il preludio di un dialogo rinnovato e aperto, all’insegna dell’ecumene che da sempre caratterizza i rapporti tra la nostra Chiesa e la Chiesa Cattolica».

Il presidente francese Francois Hollande, con una nota diffusa dall’Eliseo, ha invece rivolto a Papa Francesco le sue: «congratulazioni più calorose e i miei auguri sinceri per l’importante missione che gli è stata affidata alla guida della Chiesa cattolica, di affrontare le sfide del mondo contemporaneo. La Francia, fedele alla sua storia e ai principi universali della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità su cui si basano le sue azioni nel mondo continuerà il dialogo fiducioso che ha sempre avuto con la Santa Sede, al servizio della pace, della giustizia, della solidarietà e della dignità dell’uomo».

Su Twitter il primo ministro britannico David Cameron ha scritto: «Un importantissimo giorno per 1,2 miliardi di cattolici in tutto il mondo dopo l’elezione di Sua Santità papa Francesco al 266esimo vescovo di Roma».

In una nota anche il Capo Rabbino della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, ha espresso i suoi: «migliori auguri a Jorge Mario Bergoglio eletto Papa Francesco. Che possa guidare con forza e saggezza la Chiesa cattolica per i prossimi anni. I rapporti della Chiesa con la Comunità Ebraica di Roma e il dialogo con l’ebraismo hanno compiuto dei passi importanti. La speranza è che si possa proseguire il cammino nel segno della continuità e delle buone relazioni».

Dalla Germania Angela Merkel, si è congratulata con Papa Francesco affermando: «Ben al di là della cristianità cattolica, molti aspettano da lui orientamento, non solo per quanto riguarda la fede, ma anche per quel che riguarda pace, giustizia e la tutela del creato. Con tutto il cuore mi congratulo con il cardinale Bergoglio, il nuovo Papa Bergoglio, per la sua elezione alla guida della Chiesa cattolica. Milioni di fedeli in Germania e nel mondo hanno atteso questo momento».

Lapidario il presidente di Cuba Raul Castro: «I miei più cordiali complimenti e auguri per il suo pontificato».

In Irlanda invece i giornali hanno definito Papa Francesco Hand of god.

Da ieri sera anche l’account Twitter, @Pontifex_it, che prima era utilizzato da Papa Benedetto XVI, è stato riaperto, questo il primo tweet: «HABEMUS PAPAM FRANCISCUM». Un ulteriore segno della volontà della Chiesa di rendere questo pontificato in grado di arrivare, come mai prima in epoca moderna, ai giovani attraverso gli strumenti moderni ma portando con se quei vecchi valori che negli ultimi anni abbiamo tutti un po’ tutti dimenticato.

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

14 marzo 2013

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