Ischia, “molte delle costruzioni realizzate negli ultimi anni non avrebbero mai dovuto esistere”

Ischia, “molte delle costruzioni realizzate negli ultimi anni non avrebbero mai dovuto esistere”
Fonte immagine: TGCom24

Ancora macerie, ancora morti, ancora feriti. Si aggiunge il 21 agosto alla lunga serie sismica del nostro Paese, a ricordarci che costruire in maniera random con materiali scadenti equivale a ritrovarsi nella polvere e nei resti di quello che c’era. Il terremoto di magnitudo 4.0, durato circa 7 secondi e seguito da 14 repliche di intensità minore, che ha colpito ieri sera l’isola di Ischia, al momento fa contare 39 feriti, fra i quali uno grave, e due donne morte. Lina Cutaneo, anziana residente a Casamicciola, è la prima vittima del sisma, colpita dal crollo dei calcinacci della chiesa di Santa Maria del Suffragio. Mentre l’altra donna è stata trovata priva di vita sotto le macerie della sua casa, a piazza Maio. L’epicentro è stato individuato in mare, a cinque chilometri di profondità, nei pressi della zona Nord-Ovest dell’isola di Ischia. I comuni più vicini sono Lacco Ameno, a 3 km di distanza, Casamicciola Terme e Forio, a 5 km, Ischia a 7 e 32 km da Napoli. I maggiori danni si sono verificati a Casamicciola, dove sono crollati sette palazzi. Piazza Maio ha visto crollare un’intera palazzina abitata; la chiesa del Purgatorio è andata distrutta, così come a piazza Bagni alcuni immobili. Poche ore fa la bella notizia: dalle macerie di un palazzo di tre piani completamente distrutto, prima è stato estratto vivo Pasquale, un bambino di sette mesi, e poi i suoi due fratelli maggiori di 7, Mattias, e 11 anni, Ciro, intrappolati sotto ciò che rimane della loro abitazione e protetti per circa 12 ore da un letto a castello. I vigili del fuoco durante i soccorsi riuscivano a parlare con i bambini e hanno potuto passare loro alcune bottiglie di acqua. Anche nel comune di Forio si sono registrati alcuni crolli, ma nessun ferito. È ritornato a funzionare l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, in un primo momento evacuato per controlli strutturali, a causa di alcune crepe sul palazzo e sostituito con un’area di accoglienza organizzata in una scuola nei pressi dell’ospedale. Tommaso Monti, un giovane fotografo, racconta: «ho visto crollare qualche tetto, ringhiere, muri di contenimento. Un rudere vicino alla nostra casa si è sbriciolato all’istante». La scossa è stata avvertita con intensità anche nel Monte di Procida e nelle zone alte di Bacoli e Pozzuoli. Nella zona di Ischia Porto, invece, si è verificato un blackout elettrico. Sono 2.000 gli sfollati a Casamicciola e altri 600 a Lacco Ameno: questi i dati riferiti dal capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, che oggi ha incontrato i sindaci dell’isola. Si esclude l’allestimento di tendopoli per l’accoglienza degli sfollati, confidando nelle strutture ricettive presenti sull’isola. Ancora: 1.051 sono le persone che hanno deciso di allontanarsi dall’isola, accolti a Pozzuoli dai volontari della Croce rossa italiana, prima di muoversi in maniera autonoma. Inoltre molti turisti hanno deciso di imbarcarsi su traghetti straordinari e lasciare Ischia.

I danni dell’abusivismo

L’amarezza delle perdite aumenta per la negligenza delle costruzioni. Sono molti gli esperti che spiegano come una magnitudo abbastanza leggera e “inoffensiva”, come quella di ieri sera, non possa provocare danni così ingenti a cose e persone, almeno in strutture rispondenti alle necessarie norme anti-sismiche. Così il presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni: «non è una novità che terremoti anche di bassa magnitudo facciano danni, perché superficiali e perché le costruzioni non sono adeguate». E ancora il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Francesco Peduto: «è allucinante morire per un sisma di questa entità. Lascia perplessi come un sisma della magnitudo di quella di Ischia possa provocare danni e vittime nel nostro Paese». A parlare è anche Aldo De Chiara, ex magistrato e Procuratore aggiunto di Napoli fra il 2007 e il 2012, che si è occupato della sezione tutela del territorio. Noto per l’impegno e le iniziative promosse contro l’abusivismo selvaggio. De Chiara spiega il motivo per cui una scossa di questa entità abbia provocato danni così importanti: «in molti casi è stato accertato che viene utilizzato cemento impoverito. L’isola è gravata da una serie di vincoli e tutte le costruzioni degli ultimi anni sono in gran parte fuori legge. Entro i 500 metri dal mare c’è un vincolo di inedificabilità assoluta. Molte delle costruzioni realizzate negli ultimi anni non avrebbero mai dovuto esistere».Tra l’altro il sismologo, Enzo Boschi, sostiene che ci si debba aspettare un’ulteriore scossa, quella che “in gergo si chiama doppietta sismica: due scosse ravvicinate, l’una a poca distanza dall’altra. Dovremmo aspettare domani, i prossimi quindici giorni, e in ogni caso fino a un mese da questo primo evento”.

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