Stop alle frasi sessiste nelle pubblicità

Stop alle frasi sessiste nelle pubblicità

L’obiettivo delle pubblicità è ovviamente quello di catturare l’attenzione del cliente e convincerlo ad acquistare i propri prodotti, purché questo però non diventi offensivo per altre persone. Questo semplice principio non sembra essere chiaro a tutti: in occasione della festa di S. Valentino e in previsione dell’otto marzo, giornata internazionale delle donne, a Cosenza sono apparsi numerosi cartelloni pubblicitari esplicitamente volgari e sessisti. Alcuni “slogan” recitavano «A San Valentino mettila a 90°, se la ami davvero fare il bucato sarà semplicissimo», «Per San Valentino mettiglielo in mano» (con la foto di uno smartphone), ed altri ancora. Sui social è scoppiata una discussione a riguardo, in cui le fazioni erano divise tra chi accusa le pubblicità di sessismo e volgarità e chi invece parla di bigottismo. Purtroppo non sono gli unici casi di questo tipo di reclame, molte altre utilizzano la figura della donna come oggetto di mero abbellimento con evidenti accezioni alla sfera sessuale o facendo riferimento alla figura della donna come subordinata a quella del marito.

La città di Imola ha deciso, invece, di frenare le pubblicità sessiste, anche se purtroppo è la prima in Italia. Il sindaco Daniele Manca ha annunciato: «Anche la pubblicità deve rispecchiare i valori di civismo e rispetto della nostra comunità», che ha presentato in Comune il nuovo regolamento con cui vuole combattere anche la pubblicità per il gioco d’azzardo. Per giudicare i messaggi o le immagini saranno chiamate personalità che appartengono al mondo della scuola e della cultura. Manca ha poi aggiunto: «Lo stop alle pubblicità sessiste è parte di un percorso educativo e preventivo che abbiamo avviato da tempo e che vuole appunto arginare fenomeni di violenza e di degrado. Siamo convinti che per raggiungere l’obiettivo occorre partire mettendo delle barriere all’uso delle parole e dei comportamenti individuali in pubblico. Queste devono essere lo specchio dei valori di rispetto e di civismo che identificano la nostra comunità».

Il comune di Imola accende così un barlume di speranza in quello che può essere definito come un percorso verso un’educazione per il rispetto di tutti, in questo caso delle donne, la cui figura per troppo tempo e ancora oggi non riceve la giusta considerazione, che poi sarebbe solamente quella al pari degli uomini, niente di più. Abituarsi a questo tipo di riflessioni, partendo dai più piccoli avvenimenti, come in questo caso la pubblicità, è fondamentale nella costruzione di un immaginario collettivo in cui la componente femminile non sia subordinata a quella maschile. Iniziative simili dovrebbero entrare soprattutto nel mondo della scuola, centro di educazione per tutti gli individui che un giorno saranno adulti e che magari, si spera, non dovranno porsi problemi come questo.

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