Cyberbullismo e le nuove frontiere dell’odio

Cyberbullismo e le nuove frontiere dell’odio

Le vittime del cyberbullismo sono in continuo aumento: l’utilizzo sbagliato di Internet – e in particolare dei social network – dilaga anche tra i più giovani. Così dal più conosciuto bullismo vecchio stampo dilagante nelle scuole si sta passando a una nuova forma di violenza virtuale: appunto il cyberbullismo.

Secondo una recente ricerca dell’Università la Sapienza presentata in occasione del via al progetto “Giovani ambasciatori contro il bullismo e il cyberbullismo per un web sicuro”, organizzato dal Moige con la Polizia di Stato, insieme con la Fondazione Vodafone Italia e Trend Micro per un uso responsabile della rete, emerge l’immagine di ragazzi molto poco consapevoli delle regole della rete, degli effetti di comportamenti aggressivi e delle ripercussioni psicologiche sulla vittima.

Per 8 ragazzi su 10 non è grave insultare, ridicolizzare o rivolgere frasi aggressive sui social si può: gli attacchi verbali in rete non sono considerati gravi perché non vi è violenza fisica. La maggior parte, 7 su 10, prende di mira l’aspetto fisico, l’abbigliamento e i comportamenti della vittima, convinti che il malcapitato non avrà alcuna conseguenza dagli attacchi. Sempre 7 su 10 non giudicano grave pubblicare immagini non autorizzate che ritraggono la vittima.

Il problema del bullismo, e del cyberbullismo, dunque si fa sempre più serio e preoccupante: forse ciò che spaventa più di ogni cosa è il fatto che i bulletti non siano consapevoli di quanto possano pesare e influire sulla vita del malcapitato determinate cose dette “per gioco”. Inoltre, il fenomeno spostato su Internet è ancora più pericoloso perché i ragazzi possono nascondere la loro identità, il  loro volto, il loro nome, dietro uno schermo. Da strumenti che dovrebbero facilitare la vita ed essere sinonimo di comodità e socialità, i social network spesso si trasformano in luoghi, virtuali s’intende, dove prevalgono odio e violenza verbale.

Un messaggio violento, infatti, può fare il giro del mondo in pochi secondi ed influenzare anche altre persone che possono spingersi a loro volta ad incrementare la stessa scia di violenza verbale a supporto di chi l’ha innescata. Si creano così da una parte un capro espiatorio, che è il “nemico”, e dall’altra un gruppo di soggetti coalizzati e uniti contro di esso. Una vera e propria ondata di violenza che tende a crescere sempre più.

E queste manifestazioni di odio spesso sfociano in drammatici fatti di cronaca, come, estremizzando, il suicidio della vittima che era stata condannata alla gogna mediatica. Il confine tra realtà e virtuale è diventato sempre più labile, quasi inesistente ormai.

Per contrastare questo fenomeno che si fa sempre più spaventoso, ci si sta muovendo su più fronti. Come riporta l’Ansa, oggi prende il via un progetto di prevenzione, “Giovani ambasciatori contro il bullismo e il cyberbullismo per un web sicuro”, che coinvolgerà 40.405 studenti e più di 80.000 tra docenti e genitori, presenti in 114 scuole medie di 15 regioni. “Con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web. L’azione di sensibilizzazione e di prevenzione si realizzerà attraverso interventi formativi e informativi: tra cui piattaforma educativa, kit didattico, App.” Sperando che il lavoro sull’educazione dei ragazzi porti subito i suoi frutti.

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