L’allattamento è un diritto minacciato?

L’allattamento è un diritto minacciato?

Uno dei gesti naturali più importanti degli esseri umani è oggetto di dibattito e scontro, in Italia come nel resto del mondo. E i casi di discriminazione nei confronti delle mamme si susseguono, mentre la legislazione prova a dare tutele

L’allattamento al seno fa venire in mente uno dei gesti più belli – e importanti – della maternità.  Allattare è un gesto fondamentale nella crescita fisica dei bambini, oltre a essere, sul piano psicologico, cruciale nel rapporto madre-figlio.

In un certo senso, il gesto dell’allattamento è uno dei pochi che colloca e ricorda all’essere umano di appartenere alla dimensione animale. Eppure l’allattamento, che è un diritto e non una forma di esibizionismo o qualcosa legato al pudore, è oggetto di discriminazioni.

I casi di intolleranza nei confronti di mamme che allattano i figli in spazi pubblici sono in aumento. In tutto il mondo. E nel frattempo la legislazione è dovuta intervenire per tutelare uno degli ultimi gesti naturali dell’essere umano.

L’allattamento sembra essere un problema solo per il pudore

Dagli Stati Uniti fino all’Europa, i casi si susseguono e quello che era un gesto innocente – e necessario – è diventato questione legislativa. Quando la legge deve intervenire su pratiche consuetudinarie allora il problema è più sociale che fattuale.

Al di là degli aspetti giuridici, nel nostro Paese allattare un bambino alseno in pubblico non è regolato né ostacolato da nessuna legge. Anche se ci sono stati casi che sono comparsi sulle cronache locali: come quello di una mamma cacciata da un bar di Imperia per aver allattato il proprio bambino.

In altri paesi si è arrivati al punto di dover regolamentare l’allattamento attraverso l’iter legislativo per i troppi casi di intolleranza. In Inghilterra, per esempio, nel 2010 è stato emanato l’Equality Act che rende illegale qualsiasi tipo di discriminazione nei confronti delle donne che stanno allattando.

Soluzioni e tutele

Nonostante la soluzione legislativa, i casi in Inghilterra non si sono arrestati e anzi, il dibattito pubblico parla di una legge che, seppure virtuosa nelle intenzioni, non è in grado di tutelare le mamme.

Anche dall’altro capo del Commonwealth, in Australia, una legge simile esiste dal 1984, mentre negli Usa soltanto una parte degli Stati tutela l’allattamento in pubblico.

Negli States sono numerosi i casi di maltrattamento alle mamme che stanno allattando il proprio bambino: come quello che è andato su tutti i telegiornali del Connecticut, quando un uomo ha insultato in un locale pubblico una donna che stava allattando il proprio figlio.

Per ovviare al “problema”, che eventualmente è materia consuetudinaria e non giuridica, sono sempre più presenti in luoghi pubblici i cosiddetti “baby pit stop”, delle vere e proprie aree in cui una mamma può allattare lontano da sguardi infastiditi il proprio piccolo.

Ma non è normale dover emarginare una mamma che deve necessariamente allattare il proprio bambino. Semmai, bisognerebbe cominciare a disincentivare i comportamenti frutto di un egoismo che segue la logica del “mi da fastidio quindi è sbagliato”.

 

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