Milena Gabanelli ha lasciato la conduzione di Report

Milena Gabanelli ha lasciato la conduzione di Report

Dopo 20 anni, la giornalista Milena Gabanelli lascia la conduzione di Report. «Giusto che siano i miei inviati a portare avanti il programma».

Mancano pochi minuti alle venti e trenta. Il Tg1 va in onda, come tutte le sere, sulla prima rete nazionale. La conduttrice Emma D’Aquino introduce l’ospite dell’edizione serale: Milena Gabanelli. «Vent’anni di Report, un bel traguardo» afferma la collega servendo l’apripista per un discorso. «È la cosa più bella che ho fatto dopo mia figlia – risponde Gabanelli – Tuttavia dopo vent’anni, penso che sia venuto il momento di dire che questa sarà la mia ultima stagione alla conduzione di Report». «Questa è una notizia che ci lascia un po’ sorpresi. Proprio l’ultima?» chiede D’Aquino: «Non smetterò di fare il mio mestiere. Voglio che Report vada avanti altri vent’anni, ma il perché e il per come lo voglio spiegare direttamente ai telespettatori».

L’annuncio di Milena Gabanelli

Ed effettivamente le motivazioni sono arrivate. Niente censura o strade sbarrate alla “donna dalle mille querele” (vinte), ma solo la volontà di «non sembrare ripetitiva» e dare il giusto premio a “loro”, quei collaboratori e giornalisti che Gabanelli indica nello schermo dietro di lei.

«Ho deciso che sarà la mia ultima stagione alla conduzione di Report – spiega Gabanelli in apertura di programma – e devo dire che il direttore generale, il direttore di rete e tutti loro le hanno provate tutte per farmi cambiare idea. Ma dopo tanto tempo è giusto che siano proprio loro a portare avanti un progetto, un programma che hanno contribuito a creare e a farne un programma di successo. Voglio essere io la prima a dirvi anche che continuerò a fare il mio mestiere dentro questa Rai dove sono sempre stata libera di raccontare quello che ritenevo utile e doveroso. Magari, chi lo sa, ritorno a fare l’inviata, e magari proprio per Report».

Una giornalista dalla schiena dritta

Classe 1954, originaria di Desio, in Brianza, Milena Gabanelli approda in Rai nel 1982 dopo essersi laureata al Dams presso l’Università di Bologna. Sette anni più tardi inizia la collaborazione con Giovanni Minoli in Speciale Mixer e comincia la sua attività di inviata in zone di conflitto o flagellate da contrasti sociali. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, Gabanelli lavora in: Jugoslavia, Cecenia, Mozambico, Somalia, Sudafrica; e ancora Cina, per descrivere le economie speciali; Vietnam e Cambogia, per raccontare realtà ancora dilaniate dalla guerra; l’India dei venditori di reni; i deformi del Kazakistan dei test atomici; il Giappone della yakuza.

Fino al 1997, quando Minoli diventa direttore della terza rete. Quell’anno viene affidata a Milena Gabanelli la realizzazione e la conduzione di un nuovo programma, l’attuale Report. Quel format diventerà il più popolare programma di giornalismo investigativo dell’intero parco programmi Rai. Il programma è il frutto dell’esperienza maturata negli anni dalla giornalista. Dopo i numerosi e magistrali reportage, Gabanelli torna in Italia applicando i nuovi canoni del videogiornalismo ai suoi lavori. E “armata” di una camera portatile crea la base dello stile Report: diretto, chiaro, preciso.

Un programma diverso e vincente

Oltre ai canoni della videoinchiesta, Report cambiò anche quelli della produzione. Quando fu costruita l’impalcatura del programma, si usarono metodi produttivi alternativi rispetto ai concorrenti. Mezzi interni per la progettazione e l’edizione del programma; mezzi esterni supervisionati dalla Rai per la realizzazione dei servizi giornalisti attraverso l’acquisto da autori freelance.

A tre anni dalla prima puntata, Report si aggiudica, nel 2000, il “Premiolino”, il più importante riconoscimento giornalistico in Italia. Da quel momento i premi si susseguono uno dopo l’altro, ma non è soltanto questo il punto forte del format. Report ha dalla sua la capacità di offrire un servizio pubblico attraverso un giornalismo preciso e inattaccabile.

Economia, salute, inefficienza pubblica, criminalità organizzata, cattivi interessi lobbistici e industriali, servizi segreti. In ogni tema affrontato nel corso degli anni, Gabanelli e il suo staff sono riusciti a vincere ogni querela mossa nei loro confronti. E questo nonostante i temi affrontati in Report siano stati sempre scottanti. Ora si aspetta il nuovo corso dello storico programma di Rai 3, che dovrebbe avere in Bernardo Iovene il punto di riferimento.

 

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