Roma, Raggi contro giornalisti: «mi fate pena»

Roma, Raggi contro giornalisti: «mi fate pena»

Dopo una settimana intensa sul piano politico, Virginia Raggi arriva a scontrarsi con i giornalisti, rei di violare la sua privacy.

A Roma, nello scontro politico tripartisan, solo la tensione è da “cinque stelle”. Sono bastati pochi scatti su “Il Messaggero” di questa mattina per scatenare il contrattacco di Virginia Raggi nei confronti dei giornalisti, colpevoli di invadere la sua vita privata. Lo scontro si è consumato, come di consueto, sul web, in particolare sui social network.

Il post della discordia – In mattinata il sindaco pentastellato ha pubblicato un video sul suo profilo ufficiale Facebook in cui riprendeva alcuni giornalisti appostati fuori casa sua in attesa di fare domande e fotografie. Nel suo post, Raggi ha criticato l’atteggiamento invadente dei cronisti e le conseguenze di questo fenomeno mediatico sulla sua vita privata, specie su quella del figlio. Negli ultimi giorni la sindaca è stata immortalata, per esempio, durante attimi di relax sulle sponde del lago di Bracciano o mentre gettava l’immondizia nei bidoni fuori casa. «Buongiorno a quei poveri giornalisti che aspettano ore e ore sotto casa mia – esordisce Raggi nel primo post pubblicato – Cosa vi hanno ordinato di “catturare” oggi? Un dito nel naso, i capelli fuori posto, mio figlio che magari fa i capricci per dire che sino una madre snaturata? Mi fate un po’ pena a dir la verità: tutta la vostra vita passata ad aspettare che qualcuno “inciampi”. Forse – conclude Raggi nel post – siamo già al giornalismo 3.0? Ad ogni modo, se faccio presto, oggi butterò l’immondizia: state pronti! Sia mai sbagli bidone, potete vincere il Pulitzer!». In pochi minuti il post di Raggi, al quale ha fatto seguito un secondo video simile, ha ottenuto centinaia di like e condivisioni, inclusi commenti discutibili di alcuni fan che si proponevano di picchiare i giornalisti “al solo cenno” del sindaco.

Arginare – Alle dichiarazioni di Virginia Raggi ha fatto seguito una lunga giornata in cui parte del M5s ha tentato la via della distensione. «Ho sempre rispettato il vostro lavoro – ha dichiarato in conferenza stampa Marcello De Vito, presidente del Consiglio Comunale di Roma – Se mi fate pena? Assolutamente no». Le dichiarazioni di De Vito arrivano in contemporanea con quelle del vice-sindaco Daniele Frongia, nel turbine paragiornalistico dopo la separazione di Raggi dal marito e la presunta relazione col sindaco. Frongia ha avvisato ironicamente, dice, i giornalisti sui suoi cani: «due Weimaraner capaci di saltare 3 metri e difficili da tenere». Gli fa eco De Vito, che tuttavia ha rassicurato i presenti dicendo che il suo, di cane, «fa solo la guardia per finta». Nonostante il tentativo di distensione, sullo scontro tra Raggi e i giornalisti il M5s ha detto poco e niente. Tranne sul web, ovviamente.

Le reazioni dell’Odg – Il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino ha pubblicato una lettera aperta in cui espone rammarico per l’assenza di deontologia da parte di alcuni giornalisti. «Penso – scrive Iacopino nella nota – che lei abbia il diritto ad essere rispettata. Come sindaco, votata da tanti cittadini in libere elezioni. E come persona, nella sua privacy appostarsi davanti al centro estivo o alla scuola di suo figlio per fotografarlo è una violenza che non accetto». Il presidente dell’Odg solleva però anche alcune domande: «è sicura che certa ironia sul lavoro dei giornalisti, le liste dei buoni e dei cattivi, l’indignazione invece delle risposte, la sterile denuncia di complotti senza argomentazioni (vedo già la valanga degli insulti dei suoi supporter) aiutino a ristabilire un clima civile? Penso di no. Credo che chi ha responsabilità debba accettare critiche e dare risposte». Iacopino ha anche argomentato tematiche inerenti alla professione giornalistica, tra cui la necessità – nonché diritto – di essere informati. « Lei, signora sindaca – scrive Iacopino – ha il diritto di essere rispettata. Ma ha diritti alla privacy attenuati, come tutti coloro i quali hanno funzione pubblica. E deve accettare di essere giudicata. Per le scelte che ha proposto e che si sono rivelate fallimentari. Per quelle che ha fatto e che, in qualche caso, destano legittime perplessità. Per quelle che farà e che debbono essere sottoposte al controllo e alla valutazione dei cittadini che hanno il diritto di conoscere ogni particolare utile. Cosa che può avvenire solo attraverso il lavoro dei giornalisti che hanno il dovere, il dovere, di raccontare i fatti».

Reazioni dei sindacati – A fare eco a Iacopino, anche le diverse associazioni di categoria, tra cui Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani, con il segretario Raffaele Lorusso che ha definito la vicenda come «il prezzo della notorietà che deriva dall’essere prima cittadina di Roma. Resta fermo il suo diritto alla privacy – ha continuato Lorusso – ma come tutti i personaggi pubblici anche la sindaca deve rassegnarsi a vedere fortemente limitata la propria sfera di riservatezza, pur sempre nei limiti nel rispetto delle persone. Una cosa è il diritto di cronaca – spiega Lorusso – altra cosa è un tipo di comportamento degli operatori dell’informazione che si caratterizza come “invasivo” della sfera personale o addirittura spinge a violare la privacy. Sarebbe inammissibile. D’altra parte, però, pur comprendendo lo stato d’animo della sindaca, non credo che si debba eccedere nell’utilizzo di aggettivi e termini come ha fatto in questo caso. E del resto non è certo la stampa a mettere sotto pressione Virginia Raggi». Il segretario della Fnsi riconosce che «chi fa informazione deve pur valutare quale sia l’interesse dell’opinione pubblica a conoscere certi fatti; ma il rispetto del lavoro si ottiene anche concentrandosi su ciò che può davvero aiutare i cittadini a formarsi un’opinione, e ritengo che il fatto che un amministratore pubblico – chiunque sia – trovi il tempo per occuparsi dei propri figli non sia una notizia».

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