Vesuvio: incendi dolosi distruggono Parco nazionale

Vesuvio: incendi dolosi distruggono Parco nazionale
Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile al lavoro per spegnere l'incendio in zona Terzigno nel Parco Nazionale del Vesuvio, 20 luglio 2016. ANSA

Incendi – dolosi – devastano il Parco nazionale del Vesuvio, dove sono a rischio cittadini e ambiente. Gli inquirenti: «roghi per mano della camorra»

Il Vesuvio è in fiamme, e non è per i sussulti vulcanici. Da tre giorni gli uomini della Protezione Civile, i pompieri e i militari dell’esercito stanno lavorando senza sosta per fermare le fiamme degli incendi dolosi appiccati in tutta l’area del vulcano campano. Nelle ultime ore le autorità locali hanno dichiarato sotto controllo la maggior parte degli incendi nella zona. Volontari e uomini impiegati dalle diverse forze in campo attueranno le misure di bonifica nelle aree in cui fiamme sono state domate.

Le operazioni – Gli incendi nell’area – che è Parco nazionale – mettono in serio pericolo tutta la flora e la fauna locale oltre alle abitazioni limitrofe, dove il fuoco si avvicina pericolosamente. Gli aeroplani Canadair si alternano nei cieli della zona da oltre 72 ore per gettare tonnellate di acqua sui roghi e placare gli incendi. In tutti i boschi del Parco, i pompieri stanno cercando di placare i vortici di fiamme che devastano l’intera area. Nelle ultime ore sono le fiamme tra Terzigno e San Giuseppe Vesuviano sarebbero stati delimitati e resi sotto controllo. Una situazione, quella degli incendi dolosi sul Vesuvio, che ha smosso anche l’esercito, dopo che le autorità locali hanno richiesto il supporto dei militari per controllare le fiamme alimentate anche dal forte vento. «Le forze in campo stanno dando il massimo nella speranza di circoscrivere questo terribile incendio – ha afferammto Agostino Casillo, presidente del Parco nazionale del Vesuvio – Siamo di fronte ad un incendio di proporzioni rilevanti che sta richiedendo uno sforzo eccezionale. Sono in contatto permanente con la Regione e con il generale Sergio Costa del Corpo Forestale dello Stato, oltre che con il sindaco Ranieri». Eppure la stessa gestione dei devastanti incendi sta creando malcontenti nelle città limitrofe e sui sociale. L’acqua utilizzata dai Canadair infatti proviene dalla Vasca al Pianillo, dove convergono le fogne di San Giuseppe Vesuviano. Una scelta sulla quale «andrà fatta chiarezza» come dichiarato dal leader dei Verdi Emilio Borelli.

La mano della camorra – Gli inquirenti hanno subito definito “dolosa” la natura degli incendi, «appiccati da piromani criminali vicini alla camorra». I roghi sono azioni di un disegno criminale volontariamente messo in atto da piromani esperti: ogni percorso di fuoco è stato studiato e appiccato in modo da rendere impossibile i lavori di soccorso. Nella giornata di ieri la Sma, l’azienda anti-incendi campana, ha fermato cinque persone intente ad appiccare nuovi roghi: bastano così poche mani per provocare un disastro. I carabinieri di Ottaviano stanno seguendo la pista della criminalità organizzata dopo l’intervento e la segnalazione della Sma Campania. Gli incendi sul Vesuvio non sono mero fenomeno ma vera e propria prassi. Ogni estate infatti gli incendi dolosi aumentano e propagano la loro scia di distruzione a discapito dell’intera popolazione locale. Gli interessi che muovono queste azioni criminali hanno un vantaggio a lungo termine per speculatori edilizi e organizzazioni vicine alla camorra. Dopo avergli dato fuoco, i terreni possono essere bonificati, resi edificabili o usati illegalmente per lo smaltimento dei rifiuti. Il tutto a scapito della collettività. Il danno non è solo ambientale e collettivo, ma anche economico: la Sma insieme a esercito e pompieri è in campo con le proprie squadre di Boscoreale, Castellammare di Stabia e Gragnano. Nelle ultime ore la Regione Campania insieme alla Direzione regionale dei Vigili del fuoco ha approvato una convenzione con la quale «si intensifica la collaborazione per tutte le attività di vigilanza e spegnimento degli incendi boschivi» tra le diverse forze. La delibera impegna fondi della Regione per oltre 460mila euro, utili a dispiegare più mezzi e uomini nel contenere le emergenze.

 

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