Nizza, attentato alla libertà

Nizza, attentato alla libertà

La Francia, conclusi gli Europei di calcio che era riuscita a gestire nel migliore dei modi sul fronte della sicurezza, sprofonda di nuovo nell’incubo.

 Questa volta sotto attacco non è la capitale parigina, non è il cuore del potere dello Stato, ma Nizza, città turistica sulla Costa azzurra, defilata, meta vacanziera di tanti stranieri, di molti italiani, che si teme siano tra le vittime del terribile attentato di ieri.

Una strage che colpisce la Francia nel giorno della sua festa nazionale in cui si celebra il 14 luglio 1789, quando iniziò la rivoluzione con la presa della Bastiglia, luogo in cui era detenuti i prigionieri politici e dunque il simbolo dell’oppressione monarchica.

Dal 1880 in poi la Francia ogni 14 luglio si ferma per ricordare con parate militari e feste popolari l’inizio della rivoluzione che ha consentito al popolo francese di raggiungere la libertà. Libertà che oggi l’ISIS viene a minacciare, mettendo continuamente sotto attacco le nostre vite.

STRATEGIA DEL TERRORE

L’ISIS colpendo i luoghi del divertimento come il Bataclan, gli aeroporti, le metropolitane, le redazioni giornalistiche, le piazze gremite di famiglie, di bambini festanti, ci lancia il messaggio che nessun posto è sicuro, che nessuno lo è, che la nostra libertà, conquistata con il prezzo di sangue e rivoluzioni, è in pericolo.

Forse sono stati i controlli rafforzati negli aeroporti e nei luoghi sensibili della capitale francese a spostare il bersaglio dei terroristi sulla più accessibile Promenade des Anglais di Nizza, nell’ora in cui la folla era assiepata al massimo per assistere ai fuochi d’artificio, con la scelta di un’ arma inedita, un camion lanciato a tutta velocità su vittime inermi.

O forse dietro questa scelta c’è proprio l’intento di colpire un luogo di aggregazione come tanti, forse meno sotto i riflettori di altri, perché ciò è più funzionale a seminare la strategia del terrore.

IL 14 LUGLIO PER LA FRANCIA E PER L’EUROPA

Casuale potrebbe non essere neppure la scelta di una data tanto cara ai francesi come il 14 luglio. Certamente, da un lato pratico, le aggregazioni spontanee nelle piazze di cittadini festanti dinanzi a concerti e spettacoli pirotecnici rendono più facile l’azione ai terroristi, tuttavia dal punto di vista ideologico, la data dal 14 luglio è densa di significato non solo per la Francia ma per l’Europa intera. I valori di libertà, uguaglianza e fratellanza non sono solo il simbolo della Francia rivoluzionaria, ma i pilastri su cui si basa la democrazia occidentale, su cui si fonda l’Europa unita.

Un’Europa che reagisce con sconcerto, dolore e rabbia, che affida ai social media la propria indignazione e solidarietà alle vittime, ma che potrà combattere l’Isis solo se unita.

Il tempo dell’attesa è finito, occorre intensificare gli scambi di informazione tra le inteligence e le forze di polizia dei diversi Paesi, questa è l’arma che dobbiamo usare per non lasciarci sopraffare dalla sindrome della paura.

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