Albinati vince il Premio Strega 2016

Albinati vince il Premio Strega 2016

Edoardo Albinati si è aggiudicato la settantesima edizione del Premio Strega, un riconoscimento letterario che – dal 1947, anno della sua istituzione – viene assegnato annualmente all’autore di un libro pubblicato in Italia tra il 1º aprile dell’anno precedente ed il 31 marzo dell’anno in corso. Dal 1986 è organizzato e gestito dalla Fondazione Bellonci. È riconosciuto come il premio letterario più prestigioso d’Italia e gode di una consolidata fama sia in Europa che nel resto del mondo. Albinati ha vinto l’edizione 2016 con La scuola cattolica, un romanzo di 1296 pagine edito da Rizzoli che ha come nucleo fondante la vicenda del massacro del Circeo. Lo scrittore ha dedicato la vittoria al poeta Valentino Zeichen, scomparso il 5 luglio e ricordato come «persona cara e nobile, aquila libera che ha protetto e consigliato i miei figli e tutti noi».

Albinati è romano, classe ’56; dal ’94 insegna nel penitenziario di Rebibbia. Traduttore dall’inglese e dall’americano di numerosi autori tra cui Vladimir Nabokov, Ambrose Bierce, Robert Louis Stevenson e John Ashbery, è inoltre autore di romanzi, racconti, poesie e reportage. Albinati ha anche scritto per il cinema, collaborando con registi come Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Il debutto di Albinati nella narrativa risale al 1989 con Il polacco lavatore di vetri (Longanesi, che l’anno prima aveva proposto la raccolta di racconti Arabeschi della vita morale). Il suo secondo romanzo, Svenimenti, edito da Einaudi, è uscito invece solo nel 2004. Due anni più tardi ha pubblicato con Fandango Tuttalpiù muoio, scritto con l’attore Filippo Timi. Tra i suoi libri di poesie, ricordiamo Elegie e proverbi – scritto nel 1989, edito da Mondadori – e Sintassi italiana, Guanda, 2002.

Dal suo libro Orti di guerra sono stati tratti 20 episodi realizzati da Radiotre Rai (1997) con musiche di Fabrizio De Rossi Re (nell’edizione Fandango 2007). Con lo stesso musicista ha realizzato il cd Folgorazione (Contempo, 2005). Dal romanzo Il polacco lavatore di vetri il regista Peter Del Monte ha tratto il film La ballata del lavavetri presentato al Festival del Cinema di Venezia 1998. Nel 2002 ha lavorato presso l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati in Afghanistan e nel 2004 ha partecipato a una missione dell’UNHCR in Ciad, pubblicando reportages sul Corriere della Sera, The Washington Post e La Repubblica.

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