Corruzione Roma, Alfano nella bufera. Oltre al fratello del ministro, coinvolto anche il padre

Corruzione Roma, Alfano nella bufera. Oltre al fratello del ministro, coinvolto anche il padre
Roberto Monaldo. LaPresse

Dalle carte dell’inchiesta Labirinto della Procura di Roma che ha portato all’emissione di 24 misure di custodia cautelare tra carcere e domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita, è spuntato prima il nome del fratello di Angelino Alfano e poi anche quello del padre del ministro dell’Interno.

Corruzione, Pizza: «Ho fatto assumere il fratello di Alfano alle Poste, gli ho fatto avere 160000 euro»

Il fratello, Alessandro Alfano, sarebbe stato assunto in una società del Gruppo Poste per 160000 euro da Raffaele Pizza, faccendiere fratello dell’ex sottosegretario del governo Berlusconi. Ma Angelino Alfano ha respinto le accuse che lo coinvolgono nell’inchiesta: «Siamo di fronte al ri-uso politico degli scarti di un’inchiesta giudiziaria – ha affermato il ministro –. Ciò che i magistrati hanno studiato, ritenendolo non idoneo a coinvolgermi in alcun modo, viene usato per fini esclusivamente politici. Le intercettazioni non riguardano me, bensì terze e quarte persone che parlano di me. Persone, peraltro, che non vedo e non sento da anni». Le verifiche in questione non hanno determinato formali contestazioni di reati e il tutto, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato fatto per verificare l’attendibilità di Raffaele Pizza, considerato al vertice dell’organizzazione specializzata nel condizionare nomine presso società private e influenzare appalti pubblici. Quello che ha scaturito l’inizio di questi accertamenti e ciò a cui fa riferimento Alfano è un’intercettazione risalente al 9 gennaio 2015 in cui Pizza rivendica di essere stato lui a far assumere Alessandro Alfano.

Corruzione, l’intercettazione che coinvolge il padre: «Mi ha mandato 80 cv per assunzioni alle Poste»

A quanto si dice in un’intercettazione contenuta nella richiesta di arresto dei pm, il padre di Angelino Alfano avrebbe mandato ben 80 curriculum per assunzioni alle Poste. Parlando del ministro, una delle indagate ha affermato: «La sera prima mi ha chiamato suo padre… Mi ha mandato ottanta curriculum… ottanta…. dicendomi… non ti preoccupare…. tu buttali dentro… la situazione la gestiamo noi… e il fratello comunque è un funzionario di Poste…. anzi è un amministratore delegato di Poste…» – e Alessandro Alfano è stato nominato nel 2013 dirigente di Postecom, la società dei servizi internet di Poste italiane. Questo è il testo dell’intercettazione del 17 maggio 2015 diffuso dall’Ansa. A colloquio sono Marzia Capaccio, indagata, segretaria del faccendiere Raffaele Pizza, arrestato dalla Guardia di Finanza, e un’altra persona, Elisabetta C.

CAPACCIO: «Io ti ho spiegato cosa ci ha fatto a noi Angelino…»

ELISABETTA: «e… lo so… lo so… lo so…».

CAPACCIO: «cioè noi gli abbiamo sistemato la famiglia… questo doveva fare una cosa…. la sera prima… mi ha chiamato suo padre…mi ha mandato ottanta curriculum… ottanta….».

ELISABETTA: «aiuto… aiuto…».

CAPACCIO: «ottanta… e dicendomi… non ti preoccupare…. tu buttali dentro… la situazione la gestiamo noi… e il fratello comunque è un funzionario di Poste… anzi è un amministratore delegato di Poste…”.

ELISABETTA: «si… si… lo so… lo so…».

CAPACCIO: «e questo è un danno che ha fatto il mio capo (ndr. Pizza)… io lo sputerei in faccia solo per questo…».

ELISABETTA: «vabbè… tanto ce ne sono tanti Marzia… è inutile dirsi… questo è il sistema purtroppo…».

CAPACCIO: «sì ma io l’avevo già capito che questo guardava solo ai cazzi suoi… glielo avevo già detto… io a differenza tua non mi faccio coinvolgere più di tanto, perché cerco di razionalizzare un attimo di più e di valutare le persone che ho davanti… cosa che il mio capo… purtroppo in alcune circostanze nonostante la sua esperienza non è in grado di fare».

E Alessandro Di Battista su twitter: «Ministro Alfano lei ha il dovere di fornire spiegazioni al Parlamento e all’opinione pubblica intera!».

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