Corruzione: 24 arresti per associazione a delinquere a due passi dal Parlamento

Corruzione: 24 arresti per associazione a delinquere a due passi dal Parlamento

Gli arresti eseguiti all’alba di lunedì dalla Guardia di Finanza di Roma. Faccendieri, impiegati di enti statali e personalità della politica: tutti uniti nella corruzione. E tra i nomi spunta quello di Angelino Alfano.

Una rete di corruzione all’ombra del Colosseo ha portato a 24 arresti nell’ambito dell’indagine che coinvolge oltre 50 persone con l’accusa di associazione a delinquere, riciclaggio, corruzione, appropriazione indebita, finanziamento illecito ai partiti e truffa.

Ieri all’alba il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma guidato dal generale Giuseppe Bottillio, ha eseguito le ordinanze di arresto pervenute dal gip romano Giuseppina Guglielmi su richiesta dei pm Paolo Ielo e Stefano Rocco Fava. Stando all’indagine l’organizzazione creava fondi neri per distribuire mazzette volte ad assegnare posti di favore e appalti truccati, come nel caso dell’assegnazione della sede che ospita il call center unico Inps-Inail in cui ci sarebbero sospetti rapporti tra appaltatori e subappaltatori.

Tra gli indagati spiccano il parlamentare Antonio Marotta (Area Popolare) e Giuseppe Pizza, ex sottosegretario all’Istruzione del governo Berlusconi e ora segretario della Nuova Dc. Ma loro rappresentano solo il “braccio” politico dell’organizzazione tra le figure chiave infatti, oltre al ministro degli Interni Angelino Alfano che, nella bufera per il nome nelle intercettazioni e l’assunzione del fratello in Poste, descrive l’inchiestacome  l’avvocato tributarista Alberto Orsini e Raffaele Pizza, fratello di Giuseppe, che copriva il ruolo di faccendiere.

Attualmente in carcere a Regina Coeli, Pizza gestiva il giro di corruzione direttamente dal suo ufficio in via Lucina, a pochi passi dalla Camera dei Deputati. Il denaro “ottenuto in maniera illecita veniva smistato e poi occultato” recitano le carte dell’inchiesta. L’accusa vede in Pizza anche una figura molto attiva nel tessere relazioni pubbliche con “personalità di spicco” della politica e della gestione pubblica. L’uomo gravitava intorno agli ambienti politici della Nuova Dc ed era riuscito a creare una rete di contatti con persone operanti in enti quali Inail, Inps, Enel, Poste Italiane, Consip; e in sedi istituzionali come il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Istruzione. Per rendere i soldi invisibili e non gettare al vento le somme ottenute era fondamentale Alberto Orsini: l’avvocato, contando sul rapporto con due impiegati dell’Agenzia delle Entrate, riusciva a ottenere agevolazioni fiscali, pratiche di rimborsi ingenti e minori controlli da parte delle autorità tributarie.

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