Ciao Bud, ora anche gli angeli mangiano fagioli

Ciao Bud, ora anche gli angeli mangiano fagioli

Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, si è spento ieri a Roma all’età di 86 anni. Nato a Napoli nel 1929 si avvicina presto al mondo dello sport, in particolare al nuoto; tesserato negli anni ’40 dalla polisportiva S.S. Lazio si afferma ai campionati italiani nello stile libero e nelle staffette miste. La prestanza fisica gli consente sia di entrare nella hall of fame dei 100mt stile libero – primo italiano a scendere sotto al minuto netto – sia di farsi notare nel mondo del cinema, nel quale esordisce come guardia imperiale romana nel peplum Quo vadis?. Successivamente finisce sul set di Annibale, dove lavora insieme – ma senza incontrarlo – al giovane Mario Girotti – Terence Hill – che più tardi diverrà il suo partner d’eccellenza. Il primo vero ruolo, gli viene affidato da Mario Monicelli in Un eroe dei nostri tempi, un film del 1955 in cui Pedersoli interprta la parte del manesco e burbero Nando. Chiuderà col nuoto dopo i Giochi di Roma del 1960 e tornerà in Sud America per una lunga parentesi lontano dai suoi interessi.

Rientrato in Italia apre una propria società, sposa Maria Amato e mette al mondo i primi due figli, Giuseppe (1961) e Christiana (1962), mentre nel 1972 diventerà padre per la terza volta con Diamante. Negli anni ’60 scrive canzoni e colonne sonore per RCA ottenendo un discreto successo. La gavetta nel mondo del cinema finisce nel 1967, quando Bud Spencer conquista il ruolo di protagonista nel western Dio perdona io no; in questa pellicola incontra nuovamente Mario Girotti. Alla fine del film, i due decidono di cambiare i propri nomi sui manifesti per attrarre il pubblico e Pedersoli sceglierà il suo alias in omaggio alla birra Bud e a Spencer Tracy. Il film riscuote un discreto successo ma sarà l’episodio successivo – Lo chiamavano Trinità (di E.B. Clucher, alias di Enzo Barboni) – a consacrare nel 1970 il successo personale del duo. Un vero e proprio colpo di fulmine con il pubblico che si ripeterà, infallibile, per altre 16 volte e innalzerà la coppia a emblema dello spaghetti western. Il cliché del personaggio è sempre lo stesso e Bud Spencer lo riutilizzerà anche da solo: un gigante buono ma rude nei modi di fare che ristabilisce i torti e si gode la vita. Nella sua lunga carriera cinematografica non mancano partecipazioni in film più impegnati, come nel thriller Quattro mosche di velluto grigio diretto da Dario Argento o nel cinema d’autore con Ermanno Olmi e nel dramma di denuncia civile Torino nera di Carlo Lizzani (1972). Dalla metà degli anni ’70 fino agli anni più recenti, parallelamente all’attività cinematografica e televisiva, trovò il tempo di conseguire la licenza di pilota di elicottero, lanciare una linea di jeans, fondare una compagnia aerea – la Mistral – scrivere alcune canzoni e pubblicare la propria biografia, Altrimenti mi arrabbio: la mia vita.

L’ultima apparizione in tv era stata nel 2010 con I delitti del cuoco, fiction di Canale 5. L’anno scorso era stato festeggiato a Napoli con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera, consegnate dal sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città natale. La morte, avvenuta ieri alle 18.15, è stata annunciata dal figlio Giuseppe: «Papà è volato via serenamente. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata ‘grazie’». La camera ardente sarà allestita domani in Campidoglio.

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