Le Unioni civili sono legge, le reazioni. Boschi: “Traguardo storico”

Le Unioni civili sono legge, le reazioni. Boschi: “Traguardo storico”

11 maggio 2016: l’Italia muove il primo passo verso la strada della ‘maggiore civiltà’. Via libera definitiva dell’Aula della Camera alla legge sulle Unioni civili, il cui testo è stato approvato a Montecitorio con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti. La proclamazione del risultato della votazione è stata accolta da un forte applauso dai banchi del Pd. Applausi anche fuori della Camera dove un gruppo di attivisti ha salutato il voto con un boato. Il testo di legge regolamenta le unioni civili, ma disciplina anche le convivenze che possono riguardare tanto le coppie di fatto eterosessuali quanto quelle coppie omosessuali.

LEGGE SULLE UNIONI CIVILI, LE REAZIONI ALL’INTERNO DEL PD

Dopo il sì della Camera, con tanto di fiducia, alla legge sulle unioni civili arrivano le reazioni più disparate. Nel Pd c’è chi esulta e festeggia per strada con la bandiera arcobaleno e chi, invece, proprio non si accontenta e arriva alle dimissioni. È il caso, per esempio, di Michela Marzano, che non digerisce il fatto che dalla legge sia stata esclusa la stepchild adoption e in una lunga lettera al capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato ha spiegato i motivi del suo addio, che sono più morali che politici e accusa il partito di essersi allontanato troppo dai veri valori della sinistra – “avere eliminato dalla legge sulle unioni civili ogni riferimento a famiglia e stepchild adoption rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare ma anche da giustificare pubblicamente”.

Il premier Matteo Renzi, invece, subito dopo l’approvazione ha espresso la sua gioia in un post su Facebook, dove ha anche allegato una sua foto con l’attivista Alessia Ballini morta nel 2011: “È un giorno di festa per tanti, oggi. Per chi si sente finalmente riconosciuto. Per chi vede dopo anni che gli vengono restituiti diritti talmente civili da non aver bisogno di altri aggettivi Per chi stanotte ha fatto fatica a prendere sonno, per chi da giorni ci scrive chiedendo dove festeggiare, per chi semplicemente non sta più nella pelle. È un giorno di festa per tanti, oggi. In queste ore decisive tengo stretto nel mio cuore il pensiero e il ricordo di Alessia. E questo mi basta. Perché le leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie. Per chi ama, non per chi proclama Scriviamo un’altra pagina importante dell’Italia che vogliamo – ha aggiunto. Lo facciamo mettendo la fiducia perché non erano possibili ulteriori ritardi dopo anni di tentativi falliti. Lo facciamo con umiltà e coraggio. Ma lo facciamo adesso perché in Italia non è più possibile continuare a rinviare tutto”. Mentre la ministra Maria Elena Boschi ha parlato di “traguardo storico”: “Il governo ha detto da sempre che la fiducia su questa legge assumeva un significato politico perché la riteniamo un elemento fondamentale dell’agenda di governo”.

LEGGE SULLE UNIONI CIVILI, LE REAZIONI DELL’OPPOSIZIONE

Nell’opposizione, invece, c’è chi invoca il Referendum e chi, come il leader della Lega Matteo Salvini, chiede ai ‘suoi’ sindaci di disobbedire e di non applicare la legge, mentre la candidata di destra alle elezioni comunali a Roma Giorgia Meloni, pur non amando questa legge, ammette che se diventerà primo cittadino la applicherà. Alfio Marchini invece ha affermato che, qualora dovesse diventare sindaco di Roma, non celebrerà mai le unioni gay in quanto non è compito del sindaco fare queste cose. Reazione non isolata. E proprio a proposito delle minacce dell’opposizione Renzi ha detto: “Nessuno ha diritto a disapplicare la legge, di fronte alla legge si ferma il politico, persino il magistrato. Se a Padova Bitonci non vorrà celebrarle, lo farà qualcun altro ma il Comune ha l’obbligo e la responsabilità giuridica di farlo, Bitonci non potrà rifiutarsi di delegare a qualcun altro. È una battaglia finalizzata solo alla strumentalizzazione”.

Tra i contrari a far sentire la propria voce, il primo fra tutti è stato il portavoce del family day Gandolfini che ha parlato di “fine della democrazia”. Mentre i parlamentari Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e il presidente della commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, hanno indetto una conferenza stampa “per presentare iniziative per l’indizione di un referendum abrogativo in materia di unioni civili”.

LEGGE SULLE UNIONI CIVILI, I RADICALI CONTENTI MA NON SI ACCONTENTANO

Tra coloro che accolgono con gioia la legge, ma non si accontentano e lo considerano solo un primo passo, ci sono i radicali, che in una nota firmata da Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani, Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, e Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, commentando la fase finale dell’iter parlamentare delle unioni civili, scrivono: “Il voto di oggi segna solo un primo passo verso la conquista in Italia di diritti che in tanti altri paesi sono già storia: le unioni civili che usciranno dalla Camera dei deputati, infatti, sono lontane dall’essere la soluzione definitiva ai problemi delle coppie omosessuali e dei loro figli, esclusi dal provvedimento nel corso della bagarre al Senato. Non sono l’azione di riforma complessiva di un diritto di famiglia che da decenni non riflette più le esigenze di una società in mutamento. Oggi, quindi, siamo felici per le coppie che da troppo tempo aspettavano questo momento, già da domani saremo di nuovo al lavoro, anche con tutti gli strumenti giuridici a nostra disposizione, per una riforma della legge in senso egualitario. Continua la battaglia radicale per assicurare davvero pari diritti a tutti i cittadini”.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook