Renzi: «tagli Irpef, bollo e fisco». Ma con quali soldi?

Renzi: «tagli Irpef, bollo e fisco». Ma con quali soldi?

Dopo la stretta su pensioni under 35 e l’aiuto alle banche ai danni delle imprese, Renzi propone tagli all’Irpef, bollo auto e fisco. Ma con quali soldi?

Nuovo capitolo del piano Renzi per il taglio alle tasse. Il Presidente del Consiglio ha comunicato in diretta Facebook e Twitter il (ri)lancio del progetto per ridurre le imposte su redditi e aliquote. L’intervento è stato partorito la scorsa estate ed era stato posticipato al 2018.

Il bello con i soldi degli altri – «Abbiamo iniziato con gli 80 euro – ha scritto Renzi – ora riduzione delle fasce Irpef». Attualmente le fasce sono cinque e c’è confusione su come modificare e ridurre la tassazione: «Dovremo trovare il modo di avere quattrini, spero che riusciremo a farlo» la dichiarazione a riguardo del premier. Riduttivo anche in Parlamento dove, rispondendo a Maurizio Lupi e alla sua question time in teoria attuabile due volte al mese, ha aggiunto come il governo sia «disponibile a implementare misure per le famiglie, anche per far fronte alla crisi demografica», probabilmente attraverso assegni familiari e detrazioni fiscali per i figli a carico. Tuttavia la fonte cui attingere per ottenere le somme necessarie a tali cambiamenti rimane un mistero.

La grana Irpef – Il punto principale della giornata di Renzi resta comunque l’annuncio dei tagli all’Irpef. Secondo il premier le riduzione del numero degli scaglioni potrebbe essere anticipata al 2017. L’obiettivo rimane comunque quello di alleggerire i ceti medi rientranti nella fasce centrali di reddito. Ma il tema dei tagli alle aliquote si è rivelata spesso promessa vana delle ultime legislature. A fare eco a Renzi anche Enrico Zanetti che ha proposto una flat tax dal costo di 9 miliardi. Se la proposta dovesse cominciare a concretizzarsi l’eventuale intervento sulle aliquote toccherebbe i redditi tra i 15 e i 28mila euro (aliquota al 27%;) e quelli tra 28 e 55mila euro (al 38%). I tagli sarebbero di un punto per aliquota, circa 3 miliardi di euro, rispettivamente 1,9% per la e 1%. Su come coprire i costi la maggioranza ha rassicurato tre ipotesi di studio: la prima prevede un rinvio dell’Ires, già incluso nella legge di Stabilità per un costo proprio di 3 miliardi; la seconda ipotesi vede lo scatto per una parte degli aumenti Iva; mentre la terza opzione è quella di far correre il rapporto deficit-Pil, oggi all’1,9%, fino al 2,1%.

Paradosso bollo auto. Equitalia “più facile” – Ultimi punti del giorno: bollo auto, accise sui carburanti ed Equitalia. Sulla tassa di proprietà dei veicoli il premier ha dichiarato di voler abolire il bollo aumentando le accise: «Non una cattiva idea – afferma Renzi – perché in questo modo pagherebbe chi consuma e inquina». Una decisione simile era già stata proposta nei mesi scorsi, ma il gettito di circa 6,5 miliardi e il conseguente aumento delle accise pari a 15 centesimi avevano fatto slittare l’operazione. Resta inoltre acceso il dibattito sulla natura stessa dell’eventuale meccanismo: il bollo infatti è legato alla tipologia di automobile e a quanto è lussuosa, mentre la benzina è uguale per tutti. L’aumento delle accise sui carburanti ricadrebbe quindi su tutti i cittadini. Oltre al bollo sono state proposte anche le abolizioni della tassa sul passaporto (73,50 euro) e sul diploma di laurea (16 euro): «microtasse poco costose ma fastidiose» come definite da Luigi Casero, viceministro all’Economia. Rigaurdo le rate del fisco, ultimo tema del giorno, Renzi ha definito il “fisco amico” come oggetto della svolta per la riscossione delle eentrate. «Ci saranno delle novità su Equitalia» ha detto il premier riferendosi alle rateizzazioni dei debiti col fisco, attualmente in via di approvazione in Commissione Finanza alla Camera.

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