Chicco Testa è la testa giusta?

Chicco Testa è la testa giusta?
Chicco Testa

Già martedì potrebbe arrivare il nome di chi andrà a ricoprire la carica del dimissionario Ministro allo Sviluppo Economico Federica Guidi.

Davvero tante le indiscrezioni sul caso, con più di un nome che orbita intorno alla carica vacante ma a quanto pare in cima alla lista dei papabili vi è Chicco Testa, ex deputato del Pci e Pds, presidente di Assoelettrica ed ex presidente di Enel e oggi possibile Ministro per volere del Presidente del Consiglio.

È noto che tra la deputata Pd Paola De Micheli, l’attuale viceministro del Mise Teresa Bellanova, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti e Vasco Errani, ex Presidente dell’Emilia Romagna, il nome che sembra piacere a Matteo Renzi è solo uno: quello di Chicco.

È comunque una faccenda delicata quella del posto vacante, un posto liberatosi a seguito di uno scandalo (quello di Tempa Rossa) che portava con sé accuse non solo ad una figura, ma a tutta la classe dirigente di un Governo, additati come poco corretti, affatto disinteressati nelle scelte operate, e quasi per niente onesti.

Errori che pesano in una politica che opera in un contesto già difficile e che quotidianamente accresce nell’opinione pubblica, la sfiducia verso di essa, i compiti e l’effettiva importanza che ha.

Proprio per la delicatezza e per questi meccanismi innescati da errori e scandali ormai all’ordine del giorno, si dovrebbe scegliere accuratamente la figura del singolo Ministro per tentare di affrancare la politica che in un tempo lontano godeva del favore di intellettuali e cittadini che addirittura in essa riponevano speranze e fiducia.

Può ricoprire un posto sul quale è calato lo scandalo, Chicco Testa? Siccome su questo possibile Ministro si sono già aperte le polemiche tra politici e opinione pubblica, sarebbe opportuno al fine di crearsi un’opinione sulla questione, conoscere chi sia davvero il bergamasco Testa.

Dirigente pubblico e privato, dagli inizi degli anni novanta deputato Pci-Pds; dapprima un ambientalista, verde convinto e in prima linea per le questioni ambientali, si ricorda ancora oggi con quanta e quale fermezza si schierò contro il nucleare nel Referendum del 1987. Va ricordato che ha contribuito alla fondazione di Legambiente e che nella difesa di taluni “valori verdi” è stato sempre molto impegnato.

Negli anni però, il deputato che ha politicamente esordito sotto la bandiera della falce e martello, ha cambiato radicalmente posizione circa i temi di ambiente e energia, divenendo così un nuclearista fermo e convinto.

Nel 1994 chiamato da Francesco Rutelli (allora sindaco di Roma), Chicco entra alla presidenza del consiglio di amministrazione della nota ACEA. Forse Testa era portato per la carriera del manager pubblico, perché due anni dopo, approderà in Enel ed è conseguentemente alla sua nomina di presidente che le sue teorie e posizioni in merito alle questioni energetiche cambiano radicalmente. Forse esse sono maturate insieme alla sua carriera e non necessariamente derivano da specifici interessi come gran parte dell’opinione pubblica ritiene.

Andando avanti nella rassegna della figura del dirigente Testa, lo ritroviamo nella Roma di Walter Veltroni, come presidente del consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane, la società appartenente al comune che com’è intuibile si occupa della rete metropolitana (purtroppo anche essa facente parte dell’annoso problema relativo ai trasporti della Capitale, ormai al collasso).

Avevamo detto però che Testa è anche un dirigente privato ed è presidente di Assoelettrica, l’associazione che raccoglie i produttori termoelettrici, raffinerie e alcune società attive nelle rinnovabili.

Oltre ai posti che Chicco Testa ha ricoperto da manager, egli è un personaggio noto anche su un piano più “leggero”: il gossip.

La vita mondana di Testa ha sempre avuto la meglio su quella politica, molti scatti e pagine sono state dedicate a lui, le sue vacanze e le sue fidanzate. Ma anche qui, in Italia i riflettori sembrano essere una prerogativa e non una macchia; negli anni la nostra politica ha puntato su altro, le qualità dei Ministri che vogliamo partono dalla fama e forse il Presidente Renzi ha visto questo in Testa.

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