Roma: la rapsodia berlusconiana sceglie Marchini

Roma: la rapsodia berlusconiana sceglie Marchini

Ennesimo cambiamento nel centrodestra per la corsa al Campidoglio. Forza Italia sosterrà Marchini, liquidato Bertolaso. Berlusconi «scelta vincente»

«Vincere, per dare ai romani un governo della città all’altezza della capitale d’Italia». È il commento nella nota ufficiale diramata da Forza Italia alla luce della decisione di sostenere Alfio Marchini alle prossime elezioni amministrative. Aspettando ulteriori cambiamenti, l’unica cosa certa è che il partito degli azzurri rappresenta al meglio la condizione di Berlusconi, tra confusione e inadeguatezza. Dopo mesi di bagarre e voci di corridoio la scelta di puntare su Marchini è di per sé la più “naturale” perché rappresenta i tempi andati del berlusconismo, fatto di safe made man e argomentazioni patinate di ampio consenso. Ma i tempi sono cambiati, i voti estremisti dell’asse Salvini-Meloni sono tanti, e la ghigliottina per parte del centrodestra è già affilata.

Fuori Mr. Protezione Civile, dentro l’ingegnere – Secondo Berlusconi la mossa risolverà «la situazione di Roma dove bisogna adottare delle soluzioni urgenti». La scelta sopraggiunge dopo l’incontro notturno a Palazzo Grazioli tra il leader di Forza Italia e l’ex capo della Protezione Civile. «Con il dottor Guido Bertolaso abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura dell’ingegner Alfio Marchini – ha dichiarato Berlusconi – Non è una scelta nuova, Marchini era stato la nostra prima opzione ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione». L’investitura di Forza Italia ad Alfio Marchini è un «sacrificio dettato dai tempi» secondo gli azzurri, che cambiano nuovamente le carte in tavole nel disastrato panorama politico romano.

Reazioni contrastanti – Soddisfazione per Beatrice Lorenzin, ministro della Salute che ha espresso «grande apprezzamento per la decisione». Gli fa eco Pier Ferdinando Casini che commenta la convergenza berlusconiana su Marchini come «la riapertura ai moderati italiani». Nettamente diverse le parole di Storace che definisce l’investitura a Marchini come «un suicidio politico». Dall’asse Salvini-Meloni la delusione è palpabile, i voti persi sono pochi ma forse decisivi e la mancata unione dei partiti del centrodestra. Secondo la candidata sindaco di Roma, «manca soltanto l’appoggio a Giacchetti e al Pd»; mentre Salvini descrive la vicenda come un «balletto».

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