Funerali Casaleggio, primo discorso da leader del figlio Davide: state uniti, altrimenti sarà il caos

Funerali Casaleggio, primo discorso da leader del figlio Davide: state uniti, altrimenti sarà il caos
Davide Casaleggio

Si è svolta in Santa Maria delle Grazie a Milano la cerimonia funebre di Gianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento 5 Stelle scomparso martedì mattina. Presenti i famigliari, Beppe Grillo, il Direttorio del M5s e molta gente comune. “Grazie Roberto” – hanno scandito più volte i membri del direttorio del Movimento insieme alla folla che ha atteso la salma di Casaleggio al di fuori della basilica. Il feretro è stato poi accolto da un coro di applausi dei militanti che hanno intonato lo slogan più famoso del M5s: “Onestà, Onestà”. Tra la folla, visibilmente commossi Alessandro Di Battista, il figlio di Casaleggio Davide e il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. E nella piazza gremita è spuntata anche la bandiera del Movimento e uno striscione con la scritta “Realizzeremo noi il tuo sogno”.

Mentre sono stati indirizzati alcuni fischi da parte dei militanti del M5s radunati all’esterno della Basilica al vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, accompagnato dal segretario metropolitano Pietro Bussolati e da Emanuele Fiano.

DAVIDE CASALEGGIO: “NESSUNO POTEVA DIRE DI CONOSCERLO DAVVERO”

Il momento più toccante del funerale è stato senz’altro quello in cui il figlio di Gianroberto Casaleggio, Davide, ha ricordato suo padre. “Nessuno poteva dire di conoscerlo davvero” –  ha detto. Era “audace perché aveva l’audacia di vedere il futuro prima degli altri e di crederci”. “Era riservato”, esattamente come Davide: il teorico dello streaming ha dato disposizioni molto precise, post mortem, sul “divieto dell’uso di cellulari e di fare foto o riprese, anche per uso personale” – ha avvisato il sacerdote, don Marco Salvioli. Casaleggio non voleva che il suo funerale diventasse uno show, meno che mai uno streaming. C’è solo parzialmente riuscito.

IL PRIMO DISCORSO DA LEADER DI DAVIDE CASALEGGIO

Il discorso di Davide Casaleggio non è stato soltanto il ricordo toccante di un figlio nei confronti di un padre, come pure inevitabilmente è stato – “per me era un padre fantastico e ne sono orgoglioso” – ma si è trattato soprattutto un discorso da leader, un discorso di una figura consapevole del ruolo che sta per assumere, anche nel giorno del dolore. Come se Davide non si fosse limitato a ricordare il padre, ma si fosse caricato un po’ sulle spalle la comunità del movimento. Ha creato una narrazione, molto più di quanto abbia mai saputo fare Di Maio – “oggi volevo raccontarvi una storia”. Ma è stato soprattutto un discorso “motivazionale” in senso tecnico, una pratica assai cara alla Casaleggio associati.

IL RACCONTO DEL PALLONCINO, UNA SPECIE DI TERAPIA DI GRUPPO

“Un gruppo di 50 persone stava seguendo un seminario, quando l’oratore si fermò e decise di dare un palloncino a ognuno di loro e di fargli scrivere il proprio nome sopra. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in una stanza. Poi disse loro di entrare e trovare in cinque minuti il palloncino con il proprio nome sopra. La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate…nella stanza regnava il caos totale. Nessuno trovò il suo palloncino. Vista la prova fallimentare fu chiesto a ognuno di prendere un palloncino a caso e di darlo alla persona a cui apparteneva”. “Questo è quello che sta accadendo nella nostra vita – ha narrato Davide. Tutti siamo alla ricerca tremenda della felicità, giriamo come delle trottole ma non riusciamo a trovarla. La nostra felicità sta in quella delle altre persone, rendete loro felici e avrete la vostra. Mio padre non ha mai tenuto per sé palloncini. Li ha sempre donati agli altri con il sogno di cambiare il Paese. Chi ha ricevuto un palloncino da mio padre lo conservi con cura. Chi condivide il suo sogno lo persegua senza mollare”. La traduzione per i capi del direttorio la farà più tardi: state uniti. Non vi fate la guerra tra voi.

Insomma, senza nascondersi, Davide ha parlato subito da vero leader e dopo il funerale è arrivato persino a brindare (proprio lui che è ostile a uscire a cena coi colleghi!) con un sorriso malinconico, al bar Magenta, sia pure senza intrattenersi molto con nessuno.

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