De Benedetti et impera

De Benedetti et impera

Il gruppo L’Espresso controllerà La Stampa e Secolo XIX, ma l’operazione finanziaria non porterà alla nascita di un giornale unico. Sicuro il defilarsi di Elkann dal gruppo e da Rcs – per la gioia di Marchionne – in vista di investimenti nella stampa estera. 

Grandi cambiamenti nelle casate Agnelli-De Benedetti. Nei prossimi giorni verrà ufficializzata l’operazione che vedrà il gruppo L’Espresso di Rodolfo De Benedetti e Monica Mondardini assorbire itEdi, la holding che attualmente controlla La Stampa e Secolo XIX. Questa è a sua volta controllata per il 77% da FCA e per il 23% dalla Ital Press Holding, gruppo di proprietà dell’editore Carlo Perrone. Un’operazione di unione fra il mondo editoriale puro e quello cosiddetto “impura”, che vede quote o intere proprietà a gruppi legati all’industria o ai servizi, comunque solo marginalmente collegati al mondo dell’editoria.

De Benedetti si allarga e FCA si riorganizza – Sia le quote di maggioranza che quelle minoritarie in ItEdi verranno inglobate dal gruppo L’Espresso che ha chiuso il 2015 con un +8,5% per ricavi netti pari a 643,5 milioni contro i 110 di itEdi. Un’operazione che porterà al pieno controllo del gruppo L’Espresso che allargherà ulteriormente il suo mercato detenendo il controllo dei storici quotidiani di Torino e Genova. La porzione spettante a FCA in seguito alla cessione delle quote di maggioranza in itEdi invece, verranno ridistribuite ai suoi azionisti: si concretizza il sogno di Marchionne di vedere una Fiat «che faccia automobili» con il completo defilarsi di John Elkann e de facto a una rimodulazione – rivolta verso l’estero – del controllo degli Agnelli sulla stampa italiana. Una conseguenza che vedrà la holding Exor – custode del patrimonio della famiglia Agnelli e titolare del 30% di FCA – implicata a sua volta nella manovra, avrà quindi minor peso decisionale.

Nuovi orizzonti e cambi generazionali – Difficilmente si arriverà ad accordi tra gli azionisti. Certo è invece il controllo totale nel cda del gruppo L’Espresso del duo De Benedetti-Mondardini a discapito appunto John Elkann. Un salto generazionale che vedrà succedere l’impero allargato di Carlo De Benedetti a Rodolfo e la tradizione degli Agnelli nel mondo della stampa cambiare radicalmente. Tale cambiamento vedrà minor influenza di Elkann, che tuttavia sta investendo i capitali di Exor nel britannico The Economist, recentemente rilevato dalla holding nell’agosto scorso. Inoltre lo stesso Elkann uscirà dal gruppo Rcs per propria decisione, anche a fronte della suddetta volontà di investire all’estero. Infatti dopo la perdita di Pietro Scott Jovane, uomo chiave di Elkann nel cda di Rcs, il 16,7% attualmente controllato dal nipote di Agnelli verrà ceduto: si pensa a un coinvolgimento nelle future operazioni di Della Valle o dell’editore Cairo.

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