Affittopoli, abitudine Comune

Affittopoli, abitudine Comune

Gli affitti a prezzi stracciati dati a sedi di partito, associazioni e cittadini favoriti ha gettato Roma in uno scandalo dove tutti sapevano.

Le proiezioni sulle perdite saranno «ben superiori ai 100 milioni di euro l’anno». Con queste parole si è espresso Tronca sui soldi persi dal Comune a causa dello scandalo di affittopoli. Il commissariato ha anche costituito, “in tempi record” osannano in molti, due task force allo scopo di eseguire i controlli necessari a un censimento completo: la prima, informatica amministrativa eseguirà una mappatura completa del territorio con l’Agenzia delle Entrate; la seconda, di carattere logistico, svolgerà verifiche e accertamenti a tappeto su tutta l’area comunale.

Gli affitti stracciati coinvolgevano tutti i municipi capitolini, dal centro alle periferie fino al litorale, e dalle fonti, consultabili dal sito istituzionale di Roma Capitale, le spese oscillavano in media dai 2 euro fino a un massimo di 170 euro su base annua: un usufrutto delle strutture e delle abitazioni di proprietà comunale che sa di vera e propria “svendita”. Affittopoli non è stata svelata prima perché «al mio arrivo – dichiara Tronca – non c’era un censimento completo: un’anomalia per un’amministrazione». Eppure, stando alla risposta dell’ex sindaco Marino, già con la precedente amministrazione il sistema degli affitti stracciati era stato scoperto: «Tronca è furbo, un censimento lo avevamo già fatto noi» ha risposto il chirurgo.

Dovunque sia la ragione, il commissario Tronca dovrà sospendere immediatamente la procedura di vendita degli alloggi per evitare la vendita a prezzo di favore a chi finora ha pagato 25 euro al mese per un immobile di pregio. E ’unica verità in questo scandalo, resta la comune antipatia verso gli affitti, diffusa nei cittadini ricchi come in quelli poveri, e dopo anni di menefreghismo, difficilmente sarà il commissario Tronca a risolvere una questione prima di tutto culturale.

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