Renzi e i quasi 2 euro alle famiglie povere con minori

Renzi e i quasi 2 euro alle famiglie povere con minori
Il capo del Governo Matteo Renzi

Renzi: 700 milioni alle famiglie povere con minori, cioè 1,94 euro al giorno

«Nella legge di stabilità abbiamo messo 600 milioni più 100 milioni con le fondazioni bancarie e nel 2017-2018 diventeranno un miliardo. Nella legge delega la mia idea è di dare un tot per ogni famiglia con minori a carico in situazioni di povertà. Per la prima volta in 70 anni i soldi ci sono e per prima volta vanno ai minori sotto la soglia di povertà che sono circa un milione». Sembrano cifre importanti quelle snocciolate ieri da Matteo Renzi a Quinta Colonna ma a ben vedere i 700 milioni promessi alle famiglie povere con minori a carico si riducono a poco più di una manciata di briciole che – tra l’altro – nemmeno bastano per tutti. Calcolatrice alla mano proviamo a dividere i 700 milioni promessi per il milione di minori citati da Renzi; il risultato è impietoso e si attesta a 700 euro cadauno. Dividendo ulteriormente questi 700 euro per 12 mesi otteniamo 58,3 euro che, divisi ancora per 30 giorni, si riducono a 1,94 euro.

Renzi e i bamboccioni nel limbo dell’incertezza

Tutto sommato 1,94 euro giornalieri sono una bella sommetta, specie se confrontata con l’euro per ora guadagnato con il sudore negli agrumeti del Sud ma – sarcasmo a parte – non si può far altro che constatare quanto irrisoria sia la consistenza della misura introdotta nella legge di stabilità. Oltre a questo non si può fare a meno di tenere a mente un altro dato preoccupante; tanto per essere chiari, i cosiddetti bamboccioni, i choosy e tutti coloro che per loro sfortuna sono maggiorenni da un pezzo ma dipendono ancora dai genitori, non beccheranno neppure un centesimo: poveri sono e poveri resteranno, la generazione dei trentenni dovrà rassegnarsi a vivere ancora nel limbo dell’incertezza senza un futuro e, soprattutto, senza neppure un presente. Questo non significa assolutamente che il governo debba sostenere economicamente le persone in questo stato, non si tratta di mendicare un’elemosina: il governo deve impegnarsi – così come fa per altre questioni, vedi unioni civili – per creare opportunità di lavoro serie e durature per restituire dignità alle persone a cui è stata indebitamente sottratta.

I 500mila nuovi posti di lavoro sbandierati ieri da Renzi sono un po’ come i 700 milioni per le famiglie con minori: briciole rispetto al 11,3% di disoccupati rilevati a novembre 2015, briciole che si rimpiccioliscono ulteriormente considerando anche il totale degli inoccupati, quelli che nemmeno cercano un posto di lavoro. Dunque: riconosciamo un timidissimo passo in avanti per quanto riguarda la situazione occupazionale ma la sensazione prevalente è che si debba e si possa adoperarsi con più convinzione per invertire sensibilmente la rotta.

Renzi: Huston, da Saturno nessun problema…a parte quel manipolo di scioperanti ciechi

Tuttavia, almeno per il momento, Renzi sembra governare l’Italia da un altro pianeta: «Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in un anno. I dati INPS dimostrano quanto fossero assurde le polemiche sul Jobsact». E ancora: «Le riforme le abbiamo fatte, io mi sono preso gli scioperi e gli insulti». In breve per il capo del governo 1388 posti di lavoro fisso al mese sono un ottimo risultato e chi sciopera o si lamenta è totalmente incapace di vedere la realtà; noi crediamo che sia vero il contrario, è il governo che nasconde – male – una situazione disastrosa dietro cifre altisonanti (come il dato sui mutui, +97%) e chi sciopera (perdendo il guadagno della giornata) non è pazzo o cieco, manifesta – a costo di rimetterci – un profondo quanto condivisibile dissenso verso politiche pressoché impalpabili.

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