Migranti, 21 morti in Turchia. Domani vertice Ue

Migranti, 21 morti in Turchia. Domani vertice Ue

Almeno 21, tra cui 3 bambini, sono le vittime che hanno perso la vita nel naufragio del mar Egeo di stamattina. L’imbarcazione, partita da Smirne, a causa del maltempo si è capovolta in mare e, come riportano i media turchi, i corpi delle vittime sono stati riportati indietro dalla corrente: undici di loro sono stati ritrovati sulla spiaggia di un complesso residenziale nel distretto Ayvalik, nel nord-ovest della Turchia, a poche miglia dall’isola di Lesbo; gli altri dieci corpi, invece, sono stati rinvenuti sulla costa del distretto di Dikili. Otto persone, fortunatamente, sono state tratte in salvo dalla Guardia Costiera che sta conducendo in queste ore le operazioni di ricerca in mare.

Già programmato Vertice Ue – Il commissario agli Affari Interni e all’Immigrazione Dimitris Avrampoulos ha invitato i rappresentanti dei governi di Svezia, Danimarca e Germania per “coordinare al meglio la gestione comune della pressione migratoria”. La riunione, che si terrà domattina a Bruxelles, segue la decisione dei governi di Svezia e Danimarca di reintrodurre i controlli alle frontiere. Al vertice di Bruxelles sono stati invitati il ministro svedese all’Immigrazione e alla Giustizia, Morgan Johansson, la danese all’Immigrazione e Integrazione Inger Stojberg e il segretario di Stato agli Affari Interni del governo tedesco, Ole Schroeder. L’obiettivo è di “migliorare il coordinamento tra i Paesi coinvolti per assicurare una miglior gestione della pressione migratoria”.

Laura Ravetto (Fi), presidente della Commissione Schengen della Camera, ha chiesto di convocare gli ambasciatori di Svezia e Danimarca affinché “vengano a riferire al Parlamento su quanto sta accadendo nei loro Paesi”.”Se non si riesce a fare una difesa delle frontiere esterne con una forza europea – ha spiegato Ravetto – inevitabilmente tutti gli Stati chiuderanno le frontiere interne e Schengen sarà sacrificato. Per l’Italia, sarà il danno e la beffa: continueremo a dover gestire gli sbarchi a Lampedusa, e dovremo fare la coda alle frontiere se vorremo andare nei Paesi limitrofi. Se non sapremo proteggere le frontiere esterne – ha concluso Ravetto – finirà Schengen. E con la sua fine, saluteremo l’Europa”.

Intanto, la Svezia ieri ha annunciato la decisione di introdurre “controlli obbligatori delle identità di coloro che entrano nel Paese attraverso tutti i mezzi di trasporto”.  A una prima valutazione, ha spiegato la portavoce Tove Ernst, sembrano esserci le condizioni di una minaccia grave alla sicurezza interna per l’afflusso senza precedenti di migranti e richiedenti asilo. Tale condizione è necessaria per poter derogare al principio della libera circolazione, secondo quanto previsto dall’articolo 23 del codice Schengen.

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