SAN PIETRO, DUOMO E SCALA DI MILANO A RISCHIO. BELGIO: CONTINUANO LE PERQUISIZIONI

SAN PIETRO, DUOMO E SCALA DI MILANO A RISCHIO. BELGIO: CONTINUANO LE PERQUISIZIONI

Che nessun Paese fosse a rischio zero era ormai assodato, ma sono le ultime notizie a suscitare preoccupazioni nelle principali città italiane. Le fonti statunitensi Fbi parlano chiaro: San Pietro a Roma, Duomo e Scala a Milano sono ad elevato rischio terrorismo.

ITALIA AVVISATA – Sulla base di un rapporto Dea, l’Italia è stata avvisata dei rischi che sta correndo in queste ore: oltre ad avere elencato i tre punti sensibili su cui si concentreranno gli accertamenti dell’Intelligence italiana, l’Fbi ha fornito cinque nominativi sospetti che risiedono proprio nel nostro Paese. Secondo quanto si apprende, si tratterebbe di cinque nomi arabi su cui, però, al momento non ci sono riscontri.
Ad alimentare la preoccupazione è un messaggio che l’Ambasciata Usa ha diramato tramite la propria bacheca online: si parla di “misure di sicurezza per cittadini Usa in Italia circa un potenziale rischio per attentati terroristici”.

LA RISPOSTA DEL GOVERNO – Il governo italiano ha subito dato una risposta alla comunicazione dell’Fbi e ha sottolineato che segnalazioni sulla sicurezza in Italia da Paesi amici e alleati siano costanti. “Sono oggetto di attenta valutazione -hanno affermato fonti interne al governo- dalle forze di sicurezza italiane senza enfatizzazioni ma anche senza sottovalutazioni, come avviene su base quotidiana per le informative che vengono sempre vagliate e verificate”.
La prima conseguenza dell’allarme proveniente dagli Stati Uniti riguarda -nonostante l’allerta sia già a livello 2- l’immediato rafforzamento delle misure di sicurezza: servizi di sorveglianza, posti di blocco a Roma e Milano e controlli a tappeto sono previsti nelle prossime ore. In ogni caso -evidenzia Rai News- non sarebbero stati indicati segnali diretti di minacce concrete.

BELGIO – Anche in Belgio, Paese da dove probabilmente provenivano i protagonisti della notte dell’orrore a Parigi, la situazione risulta sempre più tesa: nuove operazioni di polizia e sei perquisizioni sono state condotte Jette e Molenbeek, e sarebbero collegate agli attacchi di Parigi di venerdì scorso. I media belgi confermano che l’obiettivo dell’operazione sono persone legate a Bilal Hadfi, il kamikaze che si à fatto esplodere fuori dallo Stade de France, nato in Francia nel 1995, viveva in Belgio ed aveva combattuto in Siria al fianco dei jihadisti dell’Is.
Il Premier belga Charles Michel, in un discorso davanti alla Camera dei deputati, ha risposto alle accuse fatte ai servizi di sicurezza del Paese: “Non accetto le critiche volte a denigrare il lavoro dei nostri servizi di sicurezza, ieri -ha ribadito Michel- a Saint-Denis un attentato è stato impedito tra l’altro grazie alle informazioni fornite da squadre belghe”.
Il primo ministro belga, inoltre, ha aggiunto che “il governo ha scelto di prendere una decisione forte, di mandare un segnale forte. Per questo uno stanziamento supplementare di 400 milioni di euro è inserito nel bilancio del 2016 per rafforzare la sicurezza. L’obiettivo -ha concluso il Premier- è quello di rafforzare i controlli alle frontiere, dispiegare ulteriori 520 militari e dare il via libera a una serie di perquisizioni a qualunque ora, del giorno e della notte”.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook