Arresti in Vaticano all’alba della ‘Via Crucis’ di Nuzzi

Arresti in Vaticano all’alba della ‘Via Crucis’ di Nuzzi

Se in alcune grandi città molti si lamentano per la presenza dei piccioni, in Vaticano la specie ornitologica più osteggiata è quella dei corvi; personaggi che si avvalgono del ruolo che hanno nella Santa Sede per impossessarsi e diffondere notizie di carattere riservato. Dopo la vicenda legata a Paolo Gabriele – accusato di essersi impossessato di documenti di Benedetto XVI e di averli trasmessi a Gianluigi Nuzzi per la stesura del libro ‘Sua Santità’ – il Vaticano ha annunciato in una nota di aver individuato e arrestato altri 2 corvi.

Tra sabato e domenica il promotore di giustizia Gian Piero Milano e l’aggiunto Roberto Zannotti hanno interrogato e fatto arrestare monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui; il primo era segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea), la seconda era ex componente della medesima Commissione. La donna è stata scarcerata perché “non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini” mentre – parole di Padre Federico Lombardi – “la posizione di monsignor Vallejo Balda rimane al vaglio dell’Ufficio del promotore di Giustizia”.

Il portavoce Lombardi, memore dell’esperienza legata a Paolo Gabriele, ha speso qualche parola anche nei confronti di 2 prossime pubblicazioni: ‘Via Crucis’ di Nuzzi e ‘Avarizia’ di Emiliano Fittipaldi: “va detto chiaramente che anche questa volta, come già in passato, sono frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa e, per quanto riguarda gli autori, di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell’ufficio del promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale. Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni parziali e tendenziose. Bisogna assolutamente evitare l’equivoco di pensare che ciò sia un modo per aiutare la missione del Papa”.

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