Moda e disturbi alimentari: si può sfilare anche con una 42?

Moda e disturbi alimentari: si può sfilare anche con una 42?

Ormai è dato per appurato: l’Italia arriva sempre seconda. Non si sa se sia un nostro problema di comunicazione, se proprio non ci riesce di stare al passo col resto d’Europa o se lo facciamo per distinguerci. Fatto sta che, negli ultimi giorni, il popolo d’Italia si sta scatenando a più non posso su un argomento che i nostri cugini d’oltralpe hanno già affrontato (e risolto) nel lontano aprile, quando il Parlamento francese ha emesso una legge secondo cui le agenzie di casting non potranno assumere o far sfilare ragazze con un indice corporeo al di sotto di una certa media. E molti stanno già esclamando “era ora!”, tirando sospironi di sollievo, convinti che basterà questo a risolvere un problema che sembra essere, in Italia, tra le prime cause di morte precoce tra le ragazze di età compresa tra i 14 e i 19 anni, seconda solo agli incidenti stradali: l’anoressia.

Che sia chiaro: il plauso alla Francia è d’obbligo, poiché la nuova legge si è resa paladina della difesa di una sanità psico-fisica necessaria a chiunque, figurarsi a donne-adolescenti che si ritrovano a sfilare proprio nell’età fisiologicamente più problematica e delicata. Non tutte le giovani aspiranti modelle hanno infatti la forza di Claudia che con i suoi 91 centimetri di fianchi si è sentita rispondere che no, sono troppi, devi scendere a 89, pur sapendo di essere già ben al di sotto del suo normo-peso. O ancora, il caso della bella svedese Agnes Hedengard che, a 19 anni, è stata rifiutata a causa dei suoi “fianchi troppo larghi e sedere troppo grosso”, pubblicando un video su Youtube in cui dimostra, tutt’altro, un corpo asciutto, longilineo, ma magro- anche troppo.

E’ evidente a tutti, finalmente anche a noi italiani, quanto il mondo della moda sia spesso di puro sciacallaggio: come si può dire, davanti ad una ragazza che a 19 anni porta una taglia trentotto, è perennemente sotto dieta e con evidenza spaventosa ben al di sotto del suo peso forma, “no, scendi, non vai bene”? Vogliono delle donne o dei fantasmi? Una trentotto non basta, e allora che si fa? Ci si taglia le ossa? E’ così veloce e semplice in questi casi il passo dalla magrezza all’anoressia che quando ci si ritrova al centro del problema non si sa nemmeno come ci si è arrivati dentro, al problema.

Ma non tutti la pensano così, o meglio, non tutte. E’ il caso di Isabella che, invitata al programma di Italia1 “Open Space” che si occupava appunto della situazione della sopracitata Claudia, piuttosto che affrontare il discorso con la conduttrice Nadia Toffa, preferisce alzarsi e andarsene, dicendo che: “(…) ci sono cose più importanti, ciò che conta è non piangersi addosso per far parlare di sè”. Che, inizialmente, è sembrato pure un discorso condivisibile: non inseguite una taglia fantasma, accettate il rifiuto e andate avanti- ma ha perso immediatamente di credibilità quando lei, stufa dei “soliti discorsi sul nulla” ha metaforicamente fatto le valigie e se n’è andata dallo studio, aggiungendo che aveva di meglio da fare che stare lì a perdere tempo.

A colpo d’occhio, si direbbe che la bella ragazza volesse più togliersi un sassolino dalla scarpa che dare un vero e proprio contributo al programma- o ancora che volesse far parlare di sé non piangendosi addosso, come lei stessa ha affermato prima di girare i tacchi e sparire dallo schermo. E la rassicuriamo che ci è riuscita, ma non nel modo giusto e per molte motivazioni diverse.

Innanzitutto perché snobbare un argomento così delicato come i disturbi alimentari di fronte ad un pubblico tanto vasto come quello della mediaset non l’ha resa di certo la persona con le “alte ambizioni come essere felice e spandere luce” che crede di essere. Secondo perché non ha solo ignorato l’argomento in generale, ma ha silenziosamente negato che ci possano essere veri e propri casi di malattie come l’anoressia tra le sue colleghe. O forse che si sia sentita toccata?

Quindi, non prendiamo esempio da Isabella, ma parliamone di queste cose, fino a far salire la nausea a chi ascolta, non per piangerci addosso, ma perché essere donne, essere modelle ed essere in salute DEVONO necessariamente andare di pari passo.

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