L’insegnamento come forma d’arte

L’insegnamento come forma d’arte

 #ringraziaundocenteLi abbiamo odiati, tutti noi. Ogni persona ha frequentato scuola materna, scuola elementare, medie, liceo e forse anche l’Università: ogni giorno alle prese con i primi compiti, le prime verifiche e compiti in classe, interrogazioni e via discorrendo. Poi arriva la beneamata età dell’adolescenza e quindi, di norma, tutte le persone adulte diventano dei dementi: odiati, detestati, mal considerati, soprattutto per tutti quei soggetti che rientrano nella categoria degli insegnanti. A fasi alterne, e in base all’età, gli alunni sviluppano un odio profondo e una poca e scarsa considerazione per quelle persone che cercano di impiegare il loro tempo e le loro vite per comunicare loro cultura e valori.

Purtroppo oggi come oggi questi insegnanti/docenti/prof fanno anche molto per farsi detestare e farsi mandare a stendere: non sono puntuali, non si interessano e non svolgono decentemente il loro compito, non sono umani nemmeno un briciolo, non comunicano con i ragazzi e le ragazze che si trovano in classe. Nella scuola italiana del 2015 c’è la costante ricerca di un equilibrio (evidentemente non ancora raggiunto) tra l’educazione e il rispetto degli studenti e i medesimi valori da parte degli insegnanti: non c’è volontà di voler costruire quel minimo di rapporto alunno/insegnante (e ancora più difficile sembra quello con i genitori, per i quali i figli non sbagliano mai e se c’è qualcuno da incolpare, sono sempre i docenti) e questo causa costante disappunto e scontento da ambo le parti. E allora, per cercare di sovvertire un po’ questo umore grigio e triste che aleggia sulle scuole italiane, gli studenti dell’Istituto «Galilei–Costa» di Lecce hanno lanciato nelle scorse settimane «Masterprof -No ordinary teachers», un nuovo sito/servizio che ha il compito di scovare e raccontare tutte le storie di docenti italiani “straordinari”, in collaborazione con il sito web Your Edu Action. L’idea originale e anche più ufficiale è stata lanciata dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale ha promosso la campagna, premiando i cinquanta prof più bravi e lanciando dal sito della Casa Bianca #ThankATeacher. Perché ognuno di noi ha nel cuore e nella testa quell’insegnante, maestra, relatore di tesi, che lo ha accompagnato in un percorso, corto o lungo che fosse, e gli ha lasciato dentro qualcosa: un ricordo, un insegnamento, un valore.

Questo perché c’è sempre un insegnante che va ringraziato, che ha saputo davvero insegnarci qualcosa, espandendo i nostri orizzonti culturali e non solo.

Rebecca Cauda
11 maggio 2015

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