L’inquinamento cinese raccontato in un documentario

L’inquinamento cinese raccontato in un documentario

china_02La Francia è stata ufficialmente nominata Paese ospitante della XXI Conferenza sul Clima. La COP21, o Parigi 2015, sarà una delle più importanti conferenze internazionali organizzate sul territorio francese. La conferenza sarà preparata con la presidenza peruviana della COP20 e in stretta collaborazione con la società civile. La rassegna si terrà a Le Bourget dal 30 novembre all’11 dicembre 2015. Con 196 Paesi e istituzioni, 40mila partecipanti e 300 giornalisti, la COP21 punta ad essere un modello per il rispetto delle norme in materia di qualità ambientale.

Qualche piccolo passo in avanti è stato fatto da Stati Uniti e Cina che hanno raggiunto – nel novembre 2014 – un accordo per ridurre su base volontaria le emissioni di gas serra: gli USA raddoppieranno il ritmo della riduzione globale dell’inquinamento dell’1,2% annuo fino al 2020, poi passeranno al 2,3 – 2,8% nel periodo 2020 – 2025. Pechino, invece, promette di raggiungere il massimo delle sue emissioni intorno al 2030, con l’intenzione di arrivare a questa soglia anche prima. Dal 2030 in poi il suo inquinamento comincerà a scendere, puntando sull’obiettivo di produrre il 20% della propria energia con fonti alternative non fossili entro quella data.

Mentre si attendono risposte più concrete (la Cina ha infatti firmato e ratificato il protocollo di Kyoto) Greenpeace ha diffuso ‘Smog Journeys’, breve film realizzato da Jia Zhangke, uno dei registi cinesi più famosi al mondo. Il corto affronta il tema degli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute e sulla vita quotidiana delle famiglie cinesi; rappresenta una sfida alla Cina a risolvere questa crisi, certificata dai nuovi dati diffusi da Greenpeace che dimostrano come oltre il 90% delle 190 città prese in esame superi i limiti consentiti riguardo la concentrazione media annuale dei livelli di particolato ultrafine (PM2.5) nell’aria.

Jia Zhangke ha raccontato di aver “voluto realizzare un film che possa aprire gli occhi alla gente, e non che la spaventi. Quello dello smog è un problema che tutti i cittadini del Paese hanno bisogno di affrontare, comprendere e risolvere nei prossimi anni. Un problema di cui ho preso coscienza negli anni ’90. Riuscivo solo a percepire che l’aria era veramente terribile, che la polvere era ovunque, rendendo realmente difficile la vita quotidiana della gente”.

In ‘Smog Journeys’ il regista asiatico racconta la vita di due famiglie cinesi, una di minatori, l’altra di designer di moda, rispettivamente della provincia di Hebei e di Pechino. Nel 2012 nella provincia di Hebei, che confina con l’area metropolitana di Pechino, sono stati consumati 313 milioni di tonnellate di carbone, e questa è stata la maggior causa di smog: delle 10 città cinesi con il peggior tasso di inquinamento da PM2.5, ben 7 appartengono alla provincia di Hebei.

Secondo le statistiche del Ministero cinese per la Protezione Ambientale, le città situate nei pressi del delta dei fiume Yangtze, del delta del fiume Pearl e nell’area che comprende Pechino, Tientsin ed Hebei, sono soggette ad oltre 100 giorni di foschia all’anno, con la concentrazione di PM2.5 che supera dalle 2 alle 4 volte i livelli indicati dalle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nella sola Pechino, nel 2010, all’inquinamento da PM2.5 potrebbero essere attribuite 2.349 morti.

“Respirare aria pulita è una necessità fondamentale per una vita salutare. È triste che i bambini crescano circondati più da smog che da aria pulita e cieli blu, come raffigurato nel film di Jia. Restituire aria pulita deve essere una priorità che richiede provvedimenti immediati. Greenpeace chiede al governo cinese di intraprendere azioni immediate per la salvaguardia dei suoi cittadini, riducendo i consumi di carbone in favore di fonti più pulite come le rinnovabili”, afferma Yan Li, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace East Asia.

A fine 2013, i leader cinesi hanno messo a punto un piano nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria nel Paese. Nel breve termine, Greenpeace chiede maggior rispetto dei piani di azione nazionali e locali, che prevedono la chiusura delle industrie più sporche, la riduzione del consumo locale di carbone, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’attuazione di politiche più efficaci per la protezione delle popolazioni vulnerabili durante i giorni di pesante inquinamento.

‘Smog Journeys’ è visionabile a questo indirizzo (copia e incolla nella barra URL): https://www.youtube.com/watch?v=zfF7ZmKMUX0

Davide Lazzini
23 gennaio 2013

 

 

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