Lampade a led, più potenza e meno inquinamento: il pianeta ringrazia

Lampade a led, più potenza e meno inquinamento: il pianeta ringrazia

ledIl premio Nobel per la fisica 2014 è stato assegnato a tre scienziati giapponesi, Isamu Akasaki e Hiroshi Amano – della Nagoya University – e Shuji Nakamura dell’Università della California Santa Barbara in merito alle ricerche svolte sui diodi semiconduttori, impiegati per i led a ‘luce blu’ che hanno permesso la creazione della nuova generazione di lampade a basso consumo. Queste possono funzionare anche a bassa tensione attraverso l’energia derivante da un pannello fotovoltaico: ciò consentirebbe di portare la luce anche in quei luoghi in cui l’energia elettrica fatica ad arrivare, nella nota che motiva l’assegnazione del premio si legge infatti che: “Le lampade led possono aumentare la qualità della vita di 1,5 miliardi di persone che non hanno accesso alla rete elettrica”.

La nota prosegue: “Circa un quarto della produzione di energia elettrica mondiale è impiegata per accendere le lampadine, i led possono contribuire a risparmiare le risorse del pianeta”. In verità gli scienziati lavoravano da qualche decennio sui diodi a ‘luce rossa’ e ‘verde’, ma senza quelli a ‘luce blu’ non si potevano creare le lampadine a ‘luce bianca’. Akasaki, Amano e Nakamura hanno isolato la componente blu dai semiconduttori facendo così compiere un balzo in avanti alla ricerca in questo campo, che non è costituito solo di lampadine a basso consumo, ma da una costellazione di apparecchiature elettroniche di cui tutti siamo possessori, come gli smartphone.

Le lampade a led, sviluppate tra il 1989 e il 1993, non soltanto sono più efficienti delle lampadine a incandescenza, ma anche di quelle alogene o fluorescenti. I led riescono a utilizzare l’energia elettrica che consumano solo per emettere luce senza disperdere calore, per cui ottimizzano l’energia impiegata senza sprecarne parte nell’emissione di calore. Utilizzando la stessa quantità di energia, una lampada Led emette quattro volte più luce di una a fluorescenza e venti volte di più di una a incandescenza. La motivazione dell’Accademia svedese cita il recente record di una lampadina Led che ha raggiunto un flusso luminoso di 300 lumen per Watt (lm/W) mentre quelle a fluorescenza raggiungono i 70 lm/W e quelle a incandescenza 16 lm/W.

Le città italiane si stanno attrezzando visto il risparmio che i led assicurano nell’illuminazione pubblica: sono già diversi i comuni in cui si stanno sperimentando i benefici di questa innovazione tecnologica e l’auspicio è di riscontrare una crescita esponenziale nell’uso di questo tipo di illuminazione che, oltre a essere più duratura e a consentire una significativa riduzione del consumo di energia elettrica, può avvalersi anche dell’adattabilità della potenza luminosa in relazione alla luce dell’ambiente e alle persone che frequentano la zona.

Il riconoscimento del Nobel alla tecnologia led è stato salutato in maniera positiva anche dalle associazionni ambientaliste, come testimoniato da Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia: “Il potenziale di efficienza in Italia nel settore dell’illuminazione al 2020 è stimabile in circa 35 miliardi di kWh. Investire in led e negli altri sistemi efficienti di illuminazione sia nelle case che negli uffici e nelle industrie consentirebbe di eliminare completamente la produzione di elettricità di tutti gli impianti a carbone”.

Davide Lazzini
9 ottobre 2014

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