Ecco Erasmus+, il nuovo progetto per i giovani dell’Unione Europea

Ecco Erasmus+, il nuovo progetto per i giovani dell’Unione Europea

Immagino che la maggior parte dei lettori conoscerà il programma Erasmus, che dà la possibilità agli studenti europei di studiare fino ad un massimo di 12 mesi in un altro paese dell’Unione. Ebbene, questo programma da gennaio 2014 non sarà più come lo conosciamo, perché è destinato ad essere sostituito. E con lui altri sette progetti di mobilità europea, tra cui il progetto Leonardo da Vinci e Erasmus Mundus. Il loro erede si chiama “Erasmus+”.

I cambiamenti per gli studenti che vogliono prendere parte al programma Erasmus sono pressoché inesistenti. Squadra che vince, infatti, non si cambia. E certamente l’Erasmus è stato uno dei progetti di maggior successo dell’UE, a cui hanno partecipato nell’ultimo anno quasi 3 milioni di giovani, il 9% in più del 2010-2011. Semmai aumentano i fondi, con un incremento del 40%, al fine di coinvolgere un numero sempre maggiore di studenti. Si è calcolato che circa 4 milioni di giovani verranno raggiunti complessivamente dal nuovo progetto europeo, e si stima che nel 2020, anno in cui finirà la validità di Erasmus+, il 20% dei diplomati avrà trascorso un periodo più o meno lungo di formazione all’estero.

Avete già partecipato al progetto Erasmus e vorreste ripartire un’altra volta? Con il passato programma questo era destinato a rimanere solo un sogno. Con Erasmus+ invece è possibile. Da gennaio ogni studente potrà avere l’opportunità di prendere parte al programma Erasmus per un totale di 12 mesi per ogni ciclo di laurea (triennale, magistrale, dottorato). Il che permette anche di beneficiare di più soggiorni all’estero nell’arco di ciascun ciclo, basta che non si superi complessivamente l’anno di permanenza all’estero. Ovviamente le istituzioni cercheranno di dare spazio a chi non ha ancora usufruito delle opportunità offerte dell’Erasmus.

Ci saranno anche dei cambiamenti per quanto riguarda l’importo delle borse di studio, che terranno conto in misura maggiore e del paese di provenienza e di quello di destinazione. L’obiettivo è quello di una più equa distribuzione dei fondi. Il budget mensile che avrà a disposizione lo studente dovrebbe oscillare comunque tra un minimo di 150 ed un massimo di 500€.

Per chi vuole sostenere o sta già sostenendo un corso di laurea magistrale interamente all’estero, l’Unione Europea mette un campo un programma di prestiti per sostenerne lo studio. Un’altro elemento fondamentale di Erasmus+ sarà l’impatto sulle politiche dei paesi aderenti alla Comunità Europea e non, al fine di supportare una maggiore cooperazione nel campo dell’istruzione e della formazione e di favorire riforme specifiche. In Erasmus+ un ruolo di rilievo è rappresentato anche, e per la prima volta, dallo sport.

Questo potenziamento dei programmi di mobilità avrà anche l’obiettivo di arginare la disoccupazione giovanile europea, dato che, sebbene ci siano 6 milioni di giovani senza lavoro nel continente, il 36% dei datori di lavoro non riesce a trovare personale da assumere con conoscenza adeguate. Insomma, per l’UE la cultura sembra essere una soluzione adeguata alla crisi, oltre che un’indispensabile presupposto per l’innovazione.

È quindi un programma ambizioso quello che l’Europa si accinge ad avviare il prossimo anno. Dopo la firma definitiva di oggi (11 dicembre) il programma Erasmus+ ha superato tutto l’iter burocratico ed è pronto ad per essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale. E non va scordato che l’Italia sarà una dei paesi che ne beneficerà di più, essendo il quarto Stato dell’UE per partecipazione al programma Erasmus, e avendo sul suo territorio tre istituti che figurano nella top 15 delle università con più presenza di studenti Erasmus in Europa: l’Università di Bologna (1 693), “La Sapienza” di Roma (1 107) e Università degli Studi di Firenze (1 004).

di Daniele Di Giovenale

Twitter: @DanieleDDG

11 dicembre 2013

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