L’Unione europea riparta da una brand identity
Consultazioni dell’Unione europea come quelle avvenute nel castello belga di Alden Biesen per capire se la posizione dell’Europa può rafforzarsi nel contesto internazionale rischiano, come già avvenuto più volte, di ottenere un seguito della durata di poco più di 2 o 3 giorni.
Continuare a parlare genericamente di Europa senza sapere che ruolo ogni paese vuole avere al riguardo non porta a nulla di fattivo e percepibile.
Almeno fino a quando non si decida di generare un contenitore con una sua identità che attraverso un regolamento possa segnare gli obiettivi, il percorso, i tempi stimati e le diverse milestones via via da raggiungere.
Seppur in un contesto diverso e non replicabile, a esempio, il board of peace fondato da Trump quantomeno si presenta come un contenitore di componenti con un obiettivo preciso da raggiungere.
Né sembra aiutare per il preciso obiettivo di raggiungere una unione l’attivismo dei “volenterosi” o degli “assi” franco-tedesco o più recentemente italo-tedesco che si presentano come piani stand alone e furi dal contesto dell’Unione europea, senza una “brand identity” che li caratterizza e che al cittadino sono conosciuti solo attraverso repertori fotografici di premier davanti a fogli di carta firmati incomprensibili a coloro che vogliono risposte pragmatiche circa una vera accelerazione del processo di integrazione europea.
Il tema centrale e per fortuna ormai percepito da molti cittadini europei è la cosiddetta cooperazione rafforzata a fronte di una unanimità non democratica. Che consiste nel votare a maggioranza proposte degli stati europei da poter trasformare in azioni in rappresentanza dell’Europa unita.
Ma questo come si coordina con le alleanze su difesa, tecnologie e altri programmi di investimento in settori strategici?
Un segnale dovrebbe essere certamente dato. Iniziando appunto da un contenitore che abbia obiettivi e regole di governance precise.
L’idea di un board, magari affiancato da un comitato di sorveglianza formato nella fattispecie da saggi ed esperti di geopolitica, come previsto da uno dei modelli di governance che gestiscono società e altri enti, potrebbe rappresentare una partenza che offra una immagine solida e coerente per affrontare in modo determinato, da subito, almeno quali decisioni adottare affinché gli stati europei possano avere un ruolo proprio da poter una volta per tutte inserire nell’ambito dell’attuale confronto tra la sola Cina e i soli Stati Uniti.




