Più trasparenza: la sfida di papa Francesco

Più trasparenza: la sfida di papa Francesco

Papa Francesco -Dalle parole ai fatti. Se il recepimento da parte del diritto di una precisa istanza è di per sé un fatto concreto, allora ci troviamo di fronte ad un autentico passaggio da semplici intenzioni a realtà tangibili. Ha destato generale apprezzamento il comunicato, emanato ieri dalla Sala Stampa vaticana, circa l’approvazione della legge 18, recante norme in materia di trasparenza, vigilanza ed informazione finanziaria, da parte della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano. Un salto di qualità non indifferente perché fornisce carattere di definitiva stabilità a norme precedentemente adottate in via d’urgenza. Mons. Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati, enuclea i punti salienti del provvedimento in un articolo esplicativo, sottolineando come esso introduca disposizioni del tutto innovative, nonostante si ponga in sostanziale continuità con il Motu proprio emanato da papa Francesco lo scorso 8 agosto.

La parte più consistente della legge è rappresentata dalle misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e finanziamento del terrorismo, che obbligano i soggetti competenti ad attuare tutta una serie di provvedimenti di prevenzione e segnalazione di attività particolarmente rischiose o sospette. Ruolo di particolare rilievo assume l’Autorità di Informazione Finanziaria (A.I.F.), operante già dal 2010 per volere di Benedetto XVI, le cui funzioni si estendono da un generale potere di vigilanza a un particolare sistema di sanzioni amministrative. Altro importante capitolo riguarda la vigilanza e regolamentazione degli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria (ad esempio, Ior e Apsa): questione delicata che si inserisce nel processo di sostanziale adeguamento delle loro attività ai parametri internazionali. Spiega mons. Mamberti: «L’introduzione di questa peculiare funzione – già attribuita all’Autorità di Informazione Finanziaria con il Motu Proprio per la prevenzione ed il contrasto del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione di armi di distruzione di massa, dell’8 agosto 2013 – risponde ad una specifica raccomandazione della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa».

Lo spirito dell’attuale provvedimento legislativo consiste dunque sia in una riforma dai risvolti interni degli organi vaticani coinvolti, improntata ad una maggiore vigilanza dei servizi finanziari svolti, sia in una riforma dai riflessi esterni, basata su un percorso di adeguamento della legislazione vaticana ai parametri internazionali del Financial Action Task Force – Groupe d’action financière (FATF – GAFI) e alle raccomandazioni della Divisione Moneyval del Consiglio d’Europa, riconosciuti come i migliori strumenti normativi in materia di prevenzione al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Di sicuro un passo in avanti che si inscrive nel percorso di coscientizzazione e cambiamento voluto da papa Francesco.

di Andrea Lariccia

10 ottobre 2013

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