Leggi di più. Avviata la campagna istituzionale a sostegno della lettura

Leggi di più. Avviata la campagna istituzionale a sostegno della lettura

A partire dal 4 dicembre le reti Rai, radiofoniche e televisive, stanno trasmettendo uno spot istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri volto a promuovere la lettura di giornali, periodici e libri.

Questo il testo, declinato per una versione video e una radiofonica dello spot:

Ogni giorno riceviamo sempre più messaggi, che grazie all’Informazione riusciamo ad approfondire. Quotidiani, periodici e libri, cartacei o digitali, ci aiutano ad interpretare la realtà, ad aprire la mente, a vederci più chiaro.  Servono a conoscerci e a riconoscerci. Leggi di più. Perché quotidiani, periodici e libri ti aiutano a leggere la realtà”.

E’ un’iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria in risposta a numeri preoccupanti.

Partiamo dai libri

Un’indagine recente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) e l’istituto Pepe Research, su “La lettura nei mesi dell’emergenza sanitaria”,  ha analizzato i comportamenti di lettura e di acquisto di libri, e-book o audiolibri tra marzo e aprile 2020. Dalla ricerca emergono dati allarmanti. Almeno 4: il calo dei lettori “deboli”: a marzo 2019 il 73% degli italiani tra i 15 e i 74 anni dichiarava di aver letto almeno un libro, un e-book, o ascoltato un audiolibro: a maggio 2020 il 58% e a marzo e aprile 2020 il valore scende al 50%. Il calo dei lettori “forti”: coloro che leggono almeno 12 libri all’anno passano da 4,4 milioni nel 2019 a 3,5 milioni nel 2020. Il calo delle vendite: i lettori che hanno acquistato libri nei dodici mesi precedenti passano dal 63% nel 2019 al 35% nel 2020. Se i lettori forti nel 2019 generavano acquisti per 51,4 milioni di copie, questo valore crolla a 30,2 milioni di copie nel 2020 (41%).

Durante il lockdown cresce la percentuale di lettori (51%) che ha letto libri presenti nella biblioteca di casa; si è affidato agli store online il 39% dei lettori, mentre l’acquisto nelle librerie crolla dal 74% al 20%. Numeri che confermano le criticità per la lettura e la filiera del libro. Ma il dato grave è l’aumento dei non lettori: dal 42% nel 2019 al 50% nel 2020. Quasi la metà (il 47%) di chi tra marzo e aprile non ha letto alcun libro, nessun e-book, non ha ascoltato un audiolibro, indica come prima ragione la mancanza di tempo; il 35% la mancanza di spazi tranquilli; il 33% le preoccupazioni; il 32% afferma di aver dedicato più tempo alla lettura di giornali e periodici (di carta e online) rispetto a quella dei libri. Secondo il “Rapporto Annuale 2020 – La situazione del Paesedell’Istat invece, durante i mesi di quarantena forzata il numero degli italiani dediti alla lettura sarebbe raddoppiato, passando dal 29,6% al 62,6% della popolazione. Ma l’indagine Istat non fa distinzioni tra i lettori di libri e i lettori di quotidiani, come invece avviene nell’indagine Cepell-AIE. I dati Istat si riferiscono infatti ai lettori di libri, riviste, quotidiani e simili, sia su supporto digitale, sia cartaceo. Nell’indagine, inoltre, si precisa che durante il lockdown la quota di lettori di quotidiani è aumentata: 4 persone su 10 hanno letto almeno un quotidiano (su supporto digitale o cartaceo).

Giornali & Riviste

I dati Audipress 2020/II –  risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia, che monitora in maniera continuativa le abitudini di lettura e la fruizione delle più importanti testate – diffusi lo scorso 12 novembre, testimoniano una decisa accelerazione nella lettura delle copie digitali, con incrementi importanti per quotidiani (+23,9%) e periodici (+77,5% per testate omogenee), che ampliano le proprie platee digitali in maniera trasversale per sesso, classi di età e classi socioeconomiche. Con letture complessive in calo del 3,3%, la stampa italiana raggiunge comunque ogni mese 36 milioni di cittadini.

A soffrire di più sono i quotidiani in calo dell’8,3%, mentre i settimanali e i mensili limitano il calo rispettivamente a -3,1% e -2,9%. Sembrerebbero quindi confermati la fiducia e il riconoscimento del valore della stampa di qualità, anche attraverso una maggiore predisposizione all’acquisto, con un aumento comune a quotidiani e periodici della lettura di copie comprate e in abbonamento, anche se la lettura su supporto cartaceo risente necessariamente delle limitazioni nei canali e nelle modalità tradizionali di condivisione. Fin qui la lettura. Altra cosa è la vendita e l’economicità delle imprese editrici. La crisi dell’editoria giornalistica quotidiana e periodica è stata aggravata dalla Pandemia Covid-19, tanto da mettere in crisi il pluralismo e la qualità dell’informazione cartacea ed online; la capillare diffusione della stampa sull’intero territorio nazionale; i livelli occupazionali, piegati dalla marcata riduzione dei ricavi complessivi.

E tuttavia resta vero che i giornali contribuiscono alla “costruzione di senso” e alla lettura del reale. Sono, dovrebbero, per l’intrinseca vocazione pluralista della stampa che si esprime nella molteplicità delle testate e delle voci, le fondamenta di quello che sarà poi l’opinione pubblica intorno ai fatti e alle cose. Il Governo lo sa e questa non é la prima, né sarà l’ultima, delle campagne per ricordarlo.

 

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