Diritto d’autore. Con l’approvazione del disegno di legge di delegazione europea in Senato, una prima “vittoria” per tutti gli Autori

Diritto d’autore. Con l’approvazione del disegno di legge di delegazione europea in Senato, una prima “vittoria” per tutti gli Autori

La Direttiva Ue Copyright – entrata in vigore il 6 giugno 2019 – è in cammino da tempo, per essere trasposta in tutti gli ordinamenti nazionali, e quindi applicata da tutti gli Stati Membri, a partire dal
7 giugno 2021. In Italia, nei giorni scorsi ha incassato un primo Sì, quello del Senato, che ha approvato, in prima lettura, il disegno di legge S 1721 recante “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – legge di delegazione europea 2019”. L’articolo 9 del ddl, in particolare, reca i principi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/790, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale e che modifica le direttive 96/9/CE e 2001/29/CE. La Francia ha già adottato la Direttiva. L’Italia, in caso di approvazione, sarebbe il secondo tra gli Stati Membri a farlo.

Le reazioni

Le reazioni,  di Siae (Società Italiana autori e editori) e Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), per iniziare, sono state di grande soddisfazione per il positivo accoglimento del ddl, in vista del recepimento di una normativa europea che sancisce, proprio in un momento di estrema difficoltà per il mondo autoriale, sia della cultura sia dell’informazione giornalistica professionale, un
ulteriore passo avanti nel riconoscimento di un diritto che dovrebbe sembrare scontato, ma che nella pratica non lo è, visto lo sfruttamento del lavoro creativo fin qui messo in atto nel web. Così il Presidente Siae, Giulio Rapetti Mogol e così il Presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, che lo considera un traguardo che rispetta gli investimenti delle aziende editoriali e difende il lavoro dei giornalisti, garantendo anche nell’ecosistema digitale il dovuto riequilibrio nella distribuzione del valore del prodotto, senza con questo pregiudicare la libera espressione degli utenti della Rete.
Anche il mondo del giornalismo plaude con la FNSI a quella che viene definita come una tappa importante per la tutela del lavoro intellettuale. E così il Sottosegretario di Stato con delega
all’Editoria, Andrea Martella, che ha manifestato apprezzamento per l’ulteriore passo verso l’applicazione di norme che a regime garantiranno specifica tutela ai diritti di autori, artisti e
interpreti all’equa remunerazione e al diritto degli editori per lo sfruttamento online dei contenuti giornalistici. Più in generale, di una normativa che tutelerà più efficacemente creatività e
professionalità nell’informazione, nella cultura e nelle arti.

La Direttiva e l’editoria giornalistica.

La Direttiva approvata dal Parlamento Europeo nel 2019, al
termine di un lungo e travagliato iter legislativo durato tre anni, si propone, in generale, di garantire che gli autori e i titolari di diritti ricevano come remunerazione una quota equa del valore generato dall’utilizzo delle loro opere nel web. I creativi (musicisti, artisti, interpreti, sceneggiatori, editori e giornalisti) devono essere remunerati quando il loro lavoro sia utilizzato dalle piattaforme digitali. La Direttiva pensa soprattutto ai colossi del web e agli aggregatori di notizie che utilizzano materiali generati da fonti terze generando traffico sui propri portali, e guadagnando indirettamente da questo traffico, senza pagare appunto il diritto d’autore relativo alle informazioni tutelate. L’articolo 15 introduce il cd. “diritto connesso” in capo agli editori di giornali, che riconosce loro il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione diretta o indiretta e la messa a disposizione online dei loro contenuti editoriali. L’attuazione, inoltre, del “diritto connesso” riconosciuto agli editori per quanto riguarda l’informazione giornalistica, dovrà passare per la negoziazione obbligatoria tra i titolari dei diritti e gli Over the Top e di tutte le media company che offrono servizi e contenuti direttamente via Internet saltando i sistemi di distribuzione tradizionali per la remunerazione degli articoli e per una definizione virtuosa di “estratti brevi”; degli articoli che non vanifichi lo spirito della Direttiva. L’art. 17 disciplina l’utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi di contenuti online, stabilendo che tali prestatori siano sempre responsabili e debbano effettuare un atto di comunicazione al pubblico quando concedono l’accesso ad opere protette dal diritto d’autore; che sono tenuti ad ottenere una autorizzazione da parte del titolare dei diritti, tramite accordi, per rendere disponibili al pubblico opere protette dal diritto d’autore; che, in caso di assenza di tale autorizzazione, sono responsabili per atti non autorizzati, fatte salve alcune eccezioni indicate nell’articolo. Sono in atto consultazioni per agevolare la definizione di una prassi condivisa dagli Stati Membri. La Fieg, nel partecipare a questa consultazione, ha insistito perché la definizione di “titolari di diritti” includa anche gli editori di giornali, per evitare gli attuali casi di pirateria digitale (v. Telegram) attraverso una solida cooperazione tra fornitori di servizi di condivisione di contenuti online e titolari dei diritti.

Bastian contrario.

I detrattori della normativa contenuta nel testo della Direttiva Ue Copyright vi vedono una possibile forma di censura alla libertà della Rete, poiché le piattaforme dovrebbero controllare e rimuovere quello che fosse caricato dagli utenti se protetto dal diritto d’autore sul quale gli utenti stesso non detengono diritti. Ma il testo contiene eccezioni, come quella relativa all’attività di caricamento delle opere su enciclopedie online non commerciali, come Wikipedia, o come la possibilità – che resterebbe – di condividere gratuitamente link, Gif e meme, così come gli
hyperlink (collegamenti ipertestuali) agli articoli accompagnati da poche parole o da “estratti brevi”, definizione quest’ultima che almeno in Italia si sta cercando di rendere il più possibile
definitiva e scevra da equivocazioni. I critici temono anche l’imposizione, comunque, di tasse sui link.

Work in progress…

L’iter del ddl continua, richiede l’approvazione della Camera dei Deputati, e dovrebbe concludersi entro l’anno in corso. Una volta adottata la legge di delegazione europea, il Governo Italiano lavorerà al decreto legislativo di attuazione della Direttiva Ue Copyright che dovrebbe essere approvato entro giugno 2021. Per quanto riguarda l’Informazione, come ha sottolineato anche il Presidente degli editori europei rappresentati nell’ENPA, Carlo Perrone, “l’attuazione di questa normativa europea contribuirà a riequilibrare la differenza di valore tra stampa e piattaforme digitali”, tutelando i contenuti editoriali di qualità, i giornalisti che li
producono e il diritto d’autore. In special modo oggi, quando sperimentiamo l’importanza di notizie certe e certificate quali dovrebbero e potrebbero esserci assicurate dal giornalismo
professionale erogato da imprese editrici economicamente sane che operino in un mercato in equilibrio.

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