Coronavirus: siamo una nazione perennemente in ritardo

Coronavirus: siamo una nazione perennemente in ritardo
(Fonte: Freepik)

Già dai primi di giugno del 2020, l’OMS non raccomandava più il doppio tampone negativo per certificare la guarigione da Covid-19 e liberare i pazienti dall’isolamento, ma erano sufficienti invece tre giorni senza sintomi.

Per i pazienti sintomatici: 10 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, più almeno 3 giorni senza sintomi (incluso senza febbre e senza sintomi respiratori).
Per i pazienti asintomatici: 10 giorni dopo il tampone positivo.

La contagiosità inizia 48 ore prima dei sintomi e si annulla dopo 10 giorni.

Il Ministro Speranza, il 21 giugno, e successivamente, il Virologo Silvestri, il 2 Settembre, avevano già sommessamente perorato la causa dell’adeguamento dell’Italia alle direttive OMS; comportamento peraltro già adottato da gran parte dei Paesi Europei.

Tale iniziativa, se fosse stata, repentinamente, adottata, avrebbe evitato 4 mesi di isolamento sociale, 4 mesi di dispendi economici e 4 mesi di anticipo della ripresa del Paese; ma l’Italia è sufficientemente ricca per potersi permettere tale negligenza, anche in considerazione del fatto che, essendo necessario allocare le risorse economiche pari a 209 miliardi in arrivo, questo poteva rappresentare un punto di inizio. Solo in data 11/10/2020, il Comitato Tecnico Scientifico (CTS), ha recepito le direttive OMS, con soli 4 mesi di ritardo, modificando le indicazioni sugli asintomatici, con tampone positivo.

CASI POSITIVI ASINTOMATICI

Diagnosi: confermata da test molecolare positivo

Isolamento: 10 giorni + tampone molecolare unico a fine quarantena

CASI POSITIVI SINTOMATICI

Diagnosi: confermata da test molecolare positivo

Isolamento: almeno 10 giorni (dei quali obbligatoriamente gli ultimi 3 in completa assenza di sintomi) + tampone molecolare unico a fine quarantena

CASI POSITIVI ASINTOMATICI CHE NON SI NEGATIVIZZANO DOPO 21 GIORNI

Diagnosi: confermata da test molecolare positivo

Isolamento: almeno 21 giorni, con riscontro di positività al test molecolare effettuato al 10° e 17° giorno (nei casi asintomatici l’isolamento si interrompe comunque al 21° giorno, in quanto le evidenze disponibili non documentano alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione)

CONTATTI STRETTI

Isolamento fiduciario: 10 giorni + tampone antigenico rapido o molecolare

Come si giustifica questo allungamento del periodo di quarantena fiduciaria, da 10 a 21 giorni, per gli asintomatici, in cui perdura la positività, se è stato provato che il virus non è più attivo dopo 9 giorni, dall’insorgenza dei sintomi, ma soprattutto come si giustificano i 3 tamponi negli asintomatici?

Ora proviamo a declinare la tempistica della positività ai test:

  1. Tampone positivo dal 2°/3° giorno dalla contrazione dell’infezione, nei casi sintomatici
  2. Tampone positivo tra il 4°/5° giorno nei casi asintomatici
  3. IgM presenti tra il 4°/6° giorno, che tendono a scomparire dopo qualche settimana
  4. IGg compaiono tra il 9°/12° giorno e persistono per un periodo molto lungo, ma, l’immunità non è scontata.

In ogni caso la sensibilità del tampone è pari al 70/80 %; mentre quella del sierologico qualitativo lascia molto a desiderare e non può essere considerato diagnostico; inoltre i sierologici quantitativi e qualitativi possono generare falsi positivi, in quanto non è possibile discernere se la presenza delle IgG sia correlata ad una pregressa risposta all’Alfa coronavirus, piuttosto che al virus circolante, Sars Covid 2.

E qual è l’up to date dei vaccini? I candidati sono 236 tra cui: 19 sul DNA, 30 sull’RNA, 49 sul vettore virale, 18 sul virus attenuato e 73 su proteine; ma, sono solo 9 i vaccini in fase 3, che hanno indotto produzione di anticorpi neutralizzanti.

Contestualmente, a fronte di un numero spropositato di vaccini in sperimentazione, esiste un elenco, più o meno validato, dalla pratica clinico- ospedaliera, molto meno, dai trial randomizzati controllati, che spazia dall’impiego del Desametasone, alla Enoxaparina, alla Azitromicina, ai FANS, agli Antivirali, all’Idrossiclorochina, ma, il farmaco che fa la parte del leone è il Remdesivir, affidabile per la FDA e l’EMA, ma, autorizzato in Europa, solo per impiego ospedaliero e limitatamente ad adolescenti maggiori di 12 anni o adulti con polmonite in O2 terapia.

E cosa dire dei cocktail di anticorpi sintetici, come il farmaco Regeneron, o il REGN COVID2, diventato emergente, da quando ha contratto i tempi di guarigione del Presidente Trump?

Quanto tempo impiegherà l’Italia, per introdurre nei Protocolli, farmaci come gli anticorpi sintetici? Speriamo meno, dei 4 fatidici mesi!

L’ultimo spunto di riflessione riguarda l’asserzione che, dopo aver contratto il Covid ed esserne guariti, l’immunità non sembra scontata.

Nella fattispecie, un individuo guarito, che viene a contatto con un positivo, deve, necessariamente, ri-effettuare la quarantena fiduciaria, in quanto, allo stato attuale, la scienza non è in grado di stabilire, né la qualità, né la quantità della memoria immunologica;

A questo punto è lecita una domanda: perché questo miracolo immunologico lo dovrebbero fare i vaccini?

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