Rsa. Focolai di contagio: 6mila anziani rischiano di morire

Rsa. Focolai di contagio: 6mila anziani rischiano di morire
Fonte immagine: g2r

Vittime e macchiette allo stesso tempo. Gli anziani al tempo del coronavirus: fantomatici untori, profittatori della loro stessa vulnerabilità, furbetti alla ricerca della passeggiata facile. Eppure molti di loro se ne stanno andando così silenziosamente che nemmeno ce ne accorgiamo.

Insieme agli anziani che scendono per strada a respirare un po’ d’aria perché non sanno adattarsi a questo modo di stare al mondo, ce ne sono altri all’interno delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e delle mura domestiche, quasi completamente soli. Molti di loro sono morti o stanno morendo.

Rsa: uno dei versanti più esposti e a rischio nella lotta al coronavirus

Sono 300mila gli ospiti delle 2.556 Rsa pubbliche o convenzionate. Le residenze per gli anziani costituiscono uno dei versanti più esposti e a rischio nella lotta al coronavirus.

La lista delle Rsa colpite fortemente dal contagio continua ad allungarsi e come se non bastasse intervenire in queste strutture è molto complicato, come afferma Roberto Bernabei, geriatra del Comitato tecnico scientifico, che le definisce una «zona molto grigia», aggiungendo che «oggi ci sono differenze Asl per Asl, Comune per Comune, Regione per Regione, con una disparità incredibile di organizzazione, trattamenti, personale».

Fonte immagine: Vita

Il 24 marzo scorso è partita un’indagine, a cui per adesso hanno risposto 236 strutture. Il quadro che è emerso riporta che l’86 per cento delle residenze hanno riscontrato difficoltà nel reperire dispositivi di protezione individuale e il 36 per cento soffre di carenza di personale sanitario. Ma non è tutto: le strutture che hanno risposto all’indagine manifestano difficoltà nel trasferimento e nell’isolamento degli ospiti positivi. 1.845 sono le persone anziane morte all’interno di queste 236 strutture, di cui 57 sono considerate derivanti dal contagio del covid-19, mentre 666 da sintomi simi-influenzali.

Rsa Lombardia: si rischia la “strage degli innocenti”

Dalla Lombardia, la regione più colpita dal contagio, arrivano i primi forti cenni di disapprovazione riguardo la modalità gestionale dell’emergenza.

La situazione nelle residenze per anziani sta diventando sempre più preoccupante. A spiegare le principali criticità è anche Silvia Roggiani, segretaria del PD Milano, che su Facebook scrive: «le residenze sanitarie per anziani e disabili sono sotto assedio. Regione Lombardia ha puntato tutto sugli Ospedali e si è fatto troppo poco per tutelare queste realtà. Oggi gli operatori sono allo stremo, spesso lavorano senza protezioni, e chiedono che vengano fatti tamponi a loro e agli ospiti, persone anziane e fragili, per questo esposte fortemente al contagio. La situazione è drammatica: in questo video la testimonianza di Lorenzo Radice, uno dei tanti lavoratori delle residenze per anziani e disabili lombarde. Regione Lombardia non lasci sole queste persone».

RSA E RSD SOTTO ASSEDIO: L'ALLARME DEGLI OPERATORI

Le residenze sanitarie per anziani e disabili sono sotto assedio. #RegioneLombardia ha puntato tutto sugli Ospedali e si è fatto troppo poco per tutelare queste realtà. Oggi gli operatori sono allo stremo, spesso lavorano senza protezioni, e chiedono che vengano fatti tamponi a loro e agli ospiti, persone anziane e fragili, per questo esposte fortemente al contagio. La situazione è drammatica: in questo video la testimonianza di Lorenzo Radice, uno dei tanti lavoratori delle residenze per anziani e disabili lombarde. Regione Lombardia non lasci sole queste persone!

Pubblicato da Silvia Roggiani su Venerdì 27 marzo 2020

 

Lo scorso lunedì il Forum del Terzo Settore, insieme a Ledha, Uneba Lombardia e Alleanza Cooperative Italiane-Welfare Lombardia, ha denunciato la scarsità delle misure adottate dalla sanità lombarda e ha definito questa situazione come una “strage degli innocenti”, prevedendo almeno 6mila morti nelle Rsa.

La vera polemica si è aperta dopo lo scorso 8 marzo, quando la Regione ha chiesto alle Rsa di accogliere e curare quei pazienti covid dimessi dagli ospedali, senza prendere in considerazione il fatto che queste strutture non sono tuttora rifornite con i giusti farmaci e medicinali.

Valeria Negrini, presidentessa di Confcooperative – Federsolidarietà Lombardia, al Fatto Quotidiano dichiara: «in Lombardia abbiamo circa 60mila posti di Rsa accreditate e credo che alla fine di questa vicenda in difetto ne avremo perso almeno il 10%, ma se non vengono prese delle misure diverse, rischiamo di arrivare anche al 13-15%. Pensare che lì non potesse entrare un contagio è stato sottovalutare il problema e infatti il contagio è arrivato».

E in merito all’operato delle Rsa spiega: «stanno facendo i miracoli. Stanno cercando di ricavare delle stanze apposite per separare i sani dai contagiati, di evitare in tutti i modi il propagarsi del contagio».

Le ultime Rsa colpite

La lista delle Rsa considerate focolai di contagio negli ultimi giorni ha registrato altri decessi e ulteriori contagi. Dagli ultimi dati aggiornati a ieri emerge il preoccupante quadro relativo alle Rsa, esteso su tutto il territorio nazionale: da Mediglia (Milano) con 60 morti, fino a Villafrati (Palermo) con oltre 70 positivi tra ospiti e operatori. Da Bucine (Arezzo) con 5 morti e 30 positivi a Bovino (Foggia) con 34 positivi fra operatori e pazienti. E ancora da Villa Giulia (Roma) con 18 positivi al caso di Grugliasco (Torino), dove in pochi giorni sono stati registrati 21 morti su 87 ospiti della casa di riposo.

Rsa di Grugliasco. Fonte immagine: ANSA

Proprio in merito a questo ultimo caso è stato presentato un esposto dal sindaco della città e dall’Asl al Nas dei Carabinieri a causa dell’elevato numero di decessi, 11 dei quali sono avvenuti nello scorso fine settimana. I familiari hanno riportato di non aver potuto parlare al telefono con i parenti ricoverati, a causa del numero ridotto di operatori.

Proprio di fronte a questi numeri, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ha confermato la necessità di un intervento più incisivo a sostegno di queste strutture «importanti ma fragili che meritano la nostra attenzione e il nostro sforzo».

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook