Dove tutto ebbe inizio. Come la Cina ha affrontato l’epidemia di Covid-19

Dove tutto ebbe inizio. Come la Cina ha affrontato l’epidemia di Covid-19
Fonte: Thestaronline

E’ la sera del 31 Dicembre del 2019, quando in una chat interna di medici specializzandi, il professore Yongzhen Zhang riferisce di avere in cura alcuni casi anomali di polmonite che non sono identificabili con nessun caso precedente.
Iniziano gli studi del professor Zhang con la sua equipe. Il 5 gennaio l’equipe guidata dal professore riferisce un lungo rapporto in cui si parlava per la prima volta di un nuovo virus con alta capacità di contagio e livello allarmante di pericolosità. L’equipe fornisce questo resoconto alle autorità chiedendo e raccomandando: “Misure di controllo e di prevenzione del virus”. 

Trascorrono 6 giorni esatti e i ricercatori non hanno ancora nessuna notizia. Tutto tace e Wuhan, quella che sarà epicentro mondiale del virus, continua la sua vita di sempre. Siamo all’11 di gennaio, i ricercatori allarmati e preoccupati, constatato il silenzio del governo cinese, divulgano i risultati dello studio su una piattaforma online. La direttiva di Xi con le misure per arginare il virus arriverà il 20 Gennaio, esattamente 15 giorni dopo che il governo ne era stato messo a corrente. E’ un punto di non ritorno. 

Nel frattempo i ricercatori che hanno scoperto e denunciato il virus, vengono allontanati dalla ricerca e non viene loro permesso di entrare in laboratorio. In un secondo momento il loro laboratorio verrà definitivamente sequestrato per aver <<pubblicato notizie senza il permesso del governo>>.

La fuga di notizie e l’annuncio dell’OMS

Torniamo ai giorni tra il 9 e il 12 Gennaio. Dopo la fuga di notizie, le autorità cinesi dichiarano ai media locali la scoperta di un nuovo ceppo di coronavirus, della stessa famiglia dei coronavirus responsabili di Sars e Mers. Il 10 Gennaio la notizia del Covid-19 viene ufficialmente dichiarata dall’OMS fornendo tutte le istruzioni del caso. Bisogna attendere ancora dieci giorni per la direttiva a Wuhan.

L’OMS nell’annunciare il virus dichiara di non essere ancora a conoscenza della contagiosità dello stesso, riferendo che i casi fino ad ora accertati riguardano la città di Wuhan.

Il 21 Gennaio 2020 l’OMS e le autorità cinesi annunciano che il nuovo virus, si trasmette da uomo a uomo. Lo stesso 21 Gennaio arrivano le prime raccomandazioni di non entrare e uscire dal paese, seppur tutto è ancora avvolto da mistero. Di lì a qualche giorno il capodanno cinese viene annullato in alcune città tra cui Wuhan e Pechino. Il 29 Gennaio vengono annunciati i primi 2 casi di Covid-19 in Italia, seppur isolati e ricoverati allo Spallanzani di Roma.

La sera del 30 gennaio l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara l’emergenza sanitaria pubblica e di interesse internazionale. Wuhan diventa una città isolata, l’esercito in strada controlla che tutti seguano i protocolli per evitare il contagio. Inizia la corsa alla costruzione di 3 ospedali di emergenza in un tempo record di 5 giorni. 

Il virus ha un nome: COVID-19

L’11 Febbraio l’OMS titola il nuovo virus come COVID-19, che significa “corona virus disease 19”. Il 12 Febbraio l’OMS riferisce che l’epidemia in Cina si stabilizza e la curva dei contagi inizia a scendere. Da qui in poi, grazie alle misure severe, il governo cinese riesce ad isolare ed arginare l’epidemia. Arriviamo ai primi di Marzo, il virus si espande ormai in tutta Europa e colpisce duramente l’Italia in cui i contagi iniziano ad aumentare esponenzialmente. L’11 marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara lo stato di Pandemia globale.

Mentre nel resto del mondo il virus, ancora adesso continua la sua corsa, registrando quotidianamente nuovi casi in ogni parte del globo, da pochi giorni, Wuhan è tornata a vivere. I nuovi contagi sono minimali, dai 2 ai 5 al giorno, con alcuni casi di contagio di ritorno (persone che ritornano in Cina). I negozi e gli esercizi commerciali, dopo esattamente 2 mesi, hanno riaperto. Da oggi circolano nuovamente i servizi pubblici e le strade di Wuhan e Pechino, tornano ad affollarsi e a respirare.

L’emergenza in Cina ad oggi ha contato 81.394 contagi, 3295 morti e 3.128 casi ancora attivi. Nelle ultime 24 ore si sono contati 3 nuovi contagi, seppur non mancano critiche al governo Cinese che viene di continuo accusato di insabbiamento di numeri reali.

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