Energie rinnovabili. Energia, potenza ed equivoci

Energie rinnovabili. Energia, potenza ed equivoci
Fonte immagine: TeatroNaturale.it

Vento, sole, onde e maree, idroelettrico e poi geotermico, biomasse: il catalogo di quelle che consideriamo energie rinnovabili, incluse in maniera crescente nel menù delle risorse realmente a disposizione dell’industria elettrica. Il catalogo va ampliandosi sempre più, in questi ultimi anni, man mano che l’innovazione tecnologica, il perfezionamento dei prodotti e il loro costo industriale vanno diminuendo.

Davanti all’avanzata ormai travolgente delle rinnovabili (“renewables”, o anche brevemente “RES”), a pensarci bene la domanda che nasce spontanea è “perché solo adesso?”. Domanda dalla risposta non facile. E prima di azzardare ipotesi, proviamo a farci un quadro di massima della situazione, in tutta umiltà: sarà una fotografia un po’ sfocata, come sempre, quando il soggetto si muove rapidamente … ma andiamo per ordine.

Per prima cosa abbiamo bisogno di familiarizzarci con il linguaggio del settore: quel minimo sindacale che ci permette di capire quel che leggiamo o diciamo, ed evitare papere più o meno clamorose, mettendoci al contempo al riparo da sedicenti esperti e tuttologi. Perché, per inciso, il primo indizio di in/competenza in chi scrive, spiega o commenta, è proprio la in/capacità di usare le parole giuste, nel modo giusto.

Cominciamo quindi il nostro viaggio, partendo da due concetti simili, collegati sì, ma decisamente distinti

Le energie rinnovabili. Potenza o energia?

Scusate la pedanteria, ogni tanto serve. E qui è fondamentale capire la differenza (e la parentela) tra potenza ed energia. La prima misura la capacità e la velocità di generare energia nel tempo: la mia macchina è capace di raggiungere i 160 km orari (però non lo faccio mai, eh …), ma se voglio arrivare a Firenze ci metto poco meno di due ore (con buona pace di semafori, incroci, autovelox etc.).

Ecco, l’energia è la distanza da percorrere, la potenza è la velocità con cui la percorrete. E guardate che l’analogia è quasi esatta, da un punto di vista fisico (fidatevi dell’ingegnere, ogni tanto).

Quando paghiamo (ahimè) la bolletta dell’ENEL (ENI, ACEA etc.) paghiamo i kW ora ‘consumati’, e infatti ci pentiamo di aver lasciato inutilmente le luci accese per tutto quel tempo. Ecco, c’è di mezzo il tempo, tra la potenza e l’energia: come per la velocità e la distanza.

Nel campo dell’energia elettrica si usa come unità di potenza, come già sospettavate, il Watt: un chiloWatt, (kW) uguale mille Watt (con la maiuscola, please, per rispetto al signor Watt, di cui magari parleremo un’altra volta), e siamo all’ordine di grandezza della vostra utenza ACEA (ENEL, ENI etc…)[1], del vostro forno elettrico, phon, essiccatore, lavatrice. Se ne attaccate troppi insieme, salta l’interruttore, perché è tarato su una potenza massima erogabile.

Poi c’è l’amico dell’industria, il MegaWatt (MW): un MW uguale mille chiloWatt, uguale cioè un milione di Watt. Questa è la scala su cui ragiona l’industria elettrica, le cosiddette utilities: la taglia degli impianti di generazione si esprime i MW[2], la capacità della rete di trasmissione pure, a volte i grandi, grandi utenti finali (end users) possono raggiungere questa scala (acciaierie, vetrerie, ma anche grandi fabbriche).

Infine, se ancora non vi gira la testa, ci sarebbero pure i GigaWatt (giuro, è vero), abbreviati in GW: un GigaWatt…? Mille MegaWatt, bravissimi, cioè un milione di chiloWatt, cioè un miliardo di Watt.

Come avrete capito il giochino è semplice semplice, a parte ricordare la sequenza dei nomi (o meglio, dei prefissi, perché il Watt, vivaddio, è sempre lui): ogni ‘salto’ vale un fattore mille, ogni unità di misura è mille volte più grande della precedente e mille volte più piccola della successiva.

Ci sarebbe anche il TeraWatt (TW), ma ve lo risparmio, anche perché lì si va a ragionare su piani industriali, Piano energetico Nazionale etc.

Adesso un ultimo sforzo: aggiungete semplicemente “ora” e avrete trasformato tutta questa roba in energia, sempre saltando di mille in mille: chiloWattora, MegaWattora, GigaWattora. Pura magia vero? Sono i pregi di avere un Sistema Metrico Decimale….

Nella prossima avvincente puntata faremo definitivamente i conti – tanto per non farci mancare nulla – con due creature mitologiche: il Principio di Conservazione dell’Energia e il Secondo Principio della Termodinamica.

 

[1] La stragrande maggioranza di noi “utenti domestici” ha in casa un contatore tarato su una potenza max erogabile di 3 kW. Alcuni, più ambiziosi, pagando un differenziale sensibile, hanno scelto i 6 kW

[2] Secondo i dati resi disponibili da Terna SpA, che gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale (elettrodotti in altissima tensione), il totale della potenza installata in Italia al 31 Dicembre 2018 (detta anche capacità – di generare energia – installata) è di 118’000 MW. Vedi su https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/statistiche/pubblicazioni-statistiche

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook