L’Italia è una repubblica sprofondata… per il lavoro

L’Italia è una repubblica sprofondata… per il lavoro

italiaDobbiamo essere una Repubblica all’altezza dell’articolo 1 della Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una intervista di ieri al TG5.

Fondata sul lavoro”, è qualcosa di più, c’è un principio regolatore cui si devono uniformare tutti gli attori sociali e le rappresentanze politiche”, ha aggiunto.

Le parole di Napolitano arrivano dopo il bollettino di guerra enunciato nei giorni scorsi dall’OCSE. In particolare, il tasso di disoccupazione in Italia è destinato a salire all’11,9% nel 2013 per poi toccare il 12,5% nel 2014 ( nel 2007 il tasso di disoccupazione era pari al 6,2%).

La disoccupazione di lungo periodo è già cresciuta”, prosegue l’Organizzazione di Parigi, “e la ridotta occupabilità dei disoccupati da lungo tempo potrebbe aver già ridotto il potenziale di crescita di lungo periodo“.

In questo scenario ci sono due problemi: uno che riguarda il breve termine e l’altro il lungo.

L’OCSE infatti precisa che “nel breve termine, i Paesi devono non solo rilanciare la crescita e la creazione di posti di lavoro, ma anche offrire una garanzia di risorse ai giovani disoccupati”, spiega l’OCSE, secondo cui occorre soprattutto fare in modo che “quelli che provengono da un contesto socio-economico sfavorevole e che sono usciti presto dal sistema scolastico” possano mantenere più facilmente il contatto con il mercato del lavoro”. Per agire in modo efficace sul lungo termine, invece, è essenziale riformare i sistemi di insegnamento e formazione“, dato che “un giovane su cinque esce dalla scuola senza aver acquisito le competenze necessarie sul mercato del lavoro odierno”.

L’Organizzazione di Parigi evidenzia la priorità di ridefinire il sistema d’istruzione italiano in quanto molti giovani (1 su 5) escono dal sistema scolastico senza avere acquisito le competenze necessarie per far fronte alle esigenze di un realtà sempre più veloce ed interconnessa.

Se non si è riusciti a rallentare il tasso di disoccupazione negli ultimi 6 anni adottando misure tampone, come sarà possibile riformare i sistemi di insegnamento e formazione?

Infatti qualche giorno fa è arrivato un monito dalla  Conferenza dei rettori (Crui) mettendo in risalto la questione che metà degli atenei italiani oggi è tecnicamente in default. La situazione del Fondo di finanziamento ordinario per il 2013 non è più sostenibile. Rispetto al 2009, quando lo Stato erogò 7,450 milioni di euro per tutti, il finanziamento ordinario è sceso a 6,690 milioni.

La priorità i nostri Padri Costituenti la diedero al lavoro, ed oggi nell’era della post-modernità assistiamo sia alla mancanza di misure volte alla riduzione della disoccupazione sia alla mancanza di una pianificazione lungimirante dei nostri governanti sulla ridefinizione di sistemi formativi che, nel breve – lungo periodo moltiplicherà i problemi e le misure da adottare.

Ministri, deputati, professori, artisti, finanzieri, industriali: quella che si suole chiamare la classe dirigente. E che cosa dirigeva in concreto, effettivamente?Una ragnatela nel vuoto, la propria labile ragnatela. Anche se di fili d’oro (Leonardo Sciascia, dal Libro “Todo Mondo”).

di Marco Franco

@MFranco1986

31 maggio 2013

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