Caccia al tesoro della Lega

Caccia al tesoro della Lega

Un’inchiesta di “Sono le Venti” avrebbe individuato il tesoro nascosto di Bossi e Belsito

Quello che rischia di diventare un vero terremoto nazionale parte così, da una telefonata:

“Domani alle 13:15 dovete essere fuori dalla stazione di Cesano Maderno. Voi mostratevi mentre leggete un quotidiano. Arriveranno un italiano ed un ceceno. Saranno loro a mostrarvi un pezzo di documentazioni”

Oggetto della maxi inchiesta a firma di Luigi Franco e Thomas Mackinson, in onda a “Sono le venti”, la trasmissione condotta da Peter Gomez, è Francesco Belsito. Un documento mostrerebbe come lo stesso Belsito, ex tesoriere Lega sia intestatario di un carico di maschere dell’artigianato locale proveniente dalla Costa d’Avorio. Fin qui tutto bene, se non fosse che, come mostra l’inchiesta, l’ammontare dei costi di trasporto della merce siano pari a 120mila euro. Quale sia il contenuto delle casse non si conosce.  Secondo imprenditori russi, contattati per il trasporto da Renzo Bossi, le casse sono ferme dal giugno 2019 ad Abidjan, capitale della Costa d’Avorio, poiché, ad un controllo approfondito, sembrerebbe che anziché maschere e cimeli artigianali contengano diamanti e banconote in euro, parecchie banconote. Ci sono molti punti interrogativi che la maxi inchiesta dovrà ricostruire e svelare. Belsito sostiene di aver comprato i cimeli a scatola chiusa. Per quale motivo?

Chi è Francesco Belsito e da dove provengono questi soldi?

Francesco Belsito è un ex tesoriere della Lega. Siamo a gennaio del 2012, Belsito stanzia 7 milioni di euro di rimborsi elettorali in investimenti in paesi stranieri. Tanzania, Cipro, Norvegia. Viene indagato dalla procura di Milano, assieme ad Umberto Bossi che avrebbe convalidato queste operazioni. Nel Marzo del 2012 parte l’inchiesta, truffa aggravata ai danni dello Stato, proprio in relazione ai finanziamenti pubblici che la Lega percepisce come rimborsi elettorali. E’ la prima volta che un partito viene indagato per truffa ai danni dello stato in seguito all’appropriazione indebita di rimborsi elettorali. Immediatamente Francesco Belsito rassegna le dimissioni come tesoriere della Lega. Il mese successivo, nell’aprile del 2012, dopo 23 anni di incarico, rassegna le dimissioni il leader del partito Lega, Umberto Bossi.

Belsito viene accusato di essersi impossessato, assieme a Paolo Scala e Stefano Bonet, della somma di 5,7 milioni di euro ed averli trasferiti all’estero. Sul conto di Bonet, in Tanzania, vengono trasferiti 4,5 milioni di euro. A settembre del 2015 la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica si costituiscono parte civile chiedendo 59 milioni di euro di danni, la procura in seguito ne convalida 40. Nel gennaio 2016 vengono sequestrati a Belsito diversi immobili e beni. Dopo diversi appelli la pena per Francesco Belsito viene rideterminata a 1 anno e 8 mesi per appropriazione di fondi elettorali e truffa.

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