World Economic Forum, i tre nomi della prima giornata a Davos

World Economic Forum, i tre nomi della prima giornata a Davos
Fonte immagine: www.exportiamo.it

Siamo al secondo giorno del Forum di Davos, in Svizzera. È iniziato ieri, infatti, l’incontro annuale del World Economic Forum a Davos: la quattro giorni raccoglie 3mila leader, tra questi 53 capi di Stato e di governo, e poi esperti di economia, intellettuali e giornalisti provenienti da 117 Paesi del mondo, per discutere sulle questioni economiche più urgenti.

Lo scopo del Wef è quello di mantenere vivo e di rilanciare la cooperazione tra i diversi portatori di interessi, salvaguardando il sempre più a rischio multilaterismo.

Per domani alle 16:00 è previsto l’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che potrebbe cogliere l’occasione per affrontare la questione Libia.

Come già preannunciato dal World Economic Forum, il clima sarà la questione tematica centrale di quest’incontro 2020. Per il momento sul fronte clima si sono confrontati i due poli opposti: da una parte la giovane attivista Greta Thunberg che ha dichiarato: «il clima è diventato un tema di discussione centrale, ma di fatto nulla è cambiato perché le emissioni di CO2 non sono state ridotte» e dall’altra Donald Trump che sottolinea invece che «questo non è il momento del pessimismo sul clima».

Greta Thunberg per la seconda volta al World Economic Forum

Dopo un anno dal suo primo intervento al World Economic Forum, Greta Thunberg, di fronte alla platea del forum, ha chiesto ai presenti azioni più incisive e una maggiore cooperazione per tenere sotto controllo e combattere la crisi climatica.

Con tono polemico ha sottolineato che nessun cambiamento è stato messo in atto dallo scorso anno fino ad oggi: «con i livelli di CO2 di oggi, il budget di emissioni che abbiamo a disposizione sarà esaurito entro otto anni. E non si tratta di opinioni o visioni politiche, ma della miglior scienza disponibile ad oggi».

Le richieste degli attivisti che hanno accompagnato Greta Thunberg a Davos si possono riassumere in uno stop drastico a qualunque forma di combustibili fossili, bloccando investimenti e sussidi.

Riprendendo la chiusura dello scorso anno Greta ha ribadito: «la nostra casa sta ancora bruciando. La vostra inazione sta alimentando le fiamme ogni minuto che passa. Vi stiamo ancora dicendo di preoccuparvi e di agire in nome dell’amore per i vostri figli».

Il messaggio di Bergoglio al Forum di Davos

Anche Bergoglio, in un messaggio rivolto al professor Klaus Schwab, direttore esecutivo del World Economic Forum di Davos, esorta a rimettere al centro della politica comunitaria nient’altro che la persona, anziché “la mera ricerca del potere e del profitto”.

Proponendo una soluzione etica ai problemi dell’emarginazione e dell’isolamento causato dalla dilagante povertà mondiale, Bergoglio ha sottolineato la necessità di «andare oltre gli approcci tecnologici o economici a breve termine e tenere pienamente conto della dimensione etica nel cercare soluzioni ai problemi attuali o proporre iniziative per il futuro».

Il messaggio di Bergoglio è deciso a scardinare l’ottica dell’individualismo e dell’isolazionismo in cui è imprigionato l’agire della persona, che considera “gli altri come il mezzo per raggiungere un fine”.

Trump porta a Davos gli Stati Uniti che vincono

«Due anni fa qui avevo preannunciato un grande ritorno dell’America. Oggi sono orgoglioso di dire che l’America sta vincendo di nuovo, come mai prima»: questa è l’America presentata da Trump.

E sugli accordi con Cina, Messico e Canada dice: «i migliori accordi di sempre», ma non è certo l’unico merito che riconosce agli anni della sua amministrazione. Uno su tutti il più basso tasso di disoccupazione mai raggiunto prima.

Sull’ambiente – in direzione diametralmente opposta a Greta Thunberg – afferma: «Questo non è il momento del pessimismo sul clima», definendo “profeti di sventura” chi mette in guardia sul cambiamento climatico.

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