Trema la Calabria. 330 arresti, trappola alla ‘ndrangheta

Trema la Calabria. 330 arresti, trappola alla ‘ndrangheta

Il più grande arresto dopo il maxi processo di Palermo

Definita la più grande operazione dopo il maxi processo di Palermo, loperazione Rinascita Scottha messo in subbuglio il panorama politico meridionale e non. 3300 agenti tra Gis, Ros e Cacciatori di Calabria nella notte tra mercoledì e giovedì hanno partecipato ad una delle più grandi retate della storia con la Ndrangheta calabrese. Da diversi mesi si stava lavorando sodo a questa grande operazione, tanto che allultimo, per paura di una fuga di notizie, si è dovuto anticipare tutto di 24 ore.

Ad intervenire in conferenza stampa è stato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri: Abbiamo anticipato tutto di 24 ore, ieri sera eravamo impazziti. Abbiamo dovuto riorganizzare tutto con il dispiegamento di 3300 uomini.

Tutto inizia il 16 Maggio 2016, giorno di insediamento del procuratore capo. La mega-inchiesta ha smantellato il clan Mancuso e altri clan locali, coinvolgendo direttamente il parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli assieme ad un ufficiale dei carabinieri. Il procuratore continua: Sognavo di smontare la Calabria come un lego e successivamente rimontarla piano piano.

Tra le persone coinvolte nel provvedimento di custodia cautelare il presidente Calabria dellAnci, Gianluca Callipo, ma anche lex consigliere regionale Pietro Giamborino, lex consigliere comunale di Vibo Vincenzo De Filippis e lattuale consigliere Alfredo Lo Bianco. Coinvolti nei fatti anche i vigili urbani di Vibo e Pizzo, Filippo Nesci, Enrico Caria. Arrestati anche lavvocato Francesco Stilo, il segretario del PSI calabrese Luigi Incarnato.

Desta particolare clamore larresto di Giorgio Naselli, colonnello dei carabinieri di Teramo. Naselli è stato accompagnato in carcere con laccusa di abuso di ufficio e violazione di segreto di ufficio. Il colonnello, in particolare, svelava alle cosche i segreti delle inchieste interne del comando.

Poco fa è arrivata la notizia dellarresto di Roberto Rosso, avvocato e rappresentante di Fratelli dItalia, nonchè assessore regionale. Loperazione degli otto arresti di stamane si aggiunge agli oltre 300 della scorsa notte. Larresto del consigliere è dettato – secondo laccusa – dal suo tentativo di estorcere voti attraverso i clan per essere eletto in regione alle elezioni dello scorso maggio. Nel 2001 aveva sfidato Champarino nella corsa per diventare sindaco di Torino. Il suo arresto si trasforma da subito in caso politico con la Sinistra che chiede spiegazioni. Oltre a Rosso è finito in manette anche Mario Burlò, imprenditore di Moncalieri e vicepresidente nazionale di Pmi Italia

Voto di scambio politico-mafioso, questo il reato contestato a Roberto Rosso, contestati, in aggiunta, reati fiscali per 16 milioni di euro. Lindagine è condotta dai pm Paolo Toso e Monica Abbatecola. Nel giro di 48 ore è stato inflitto un duro colpo alla Ndrangheta nazionale, tra Piemonte e Vibo Valencia. 

Chi è Roberto Rosso

Presenza sempre costante allinterno della politica italiana, Rosso è assessore alla regione Piemonte. Nato a Trino Vercellese, Rosso inizia la carriera politica militando tra le fila della Dc. Successivamente si affida al progetto con Forza Italia di Silvio Berlusconi nel 94. Nel 2001 si candida a sindaco di Torino e perde alle fasi ultime di ballottaggio. Successivamente nel 2004 diventa sottosegretario nel governo Berlusconi. Nel 2016 riprova la candidatura a sindaco di Torino entrando in consiglio comunale. Entrato nelle cronache locali per aver speso un ingente somma di denaro per le sue campagne elettorali social, è entrato nella top 10 dei politici italiani che hanno speso di più in campagna elettorale

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