“Siamo i nuovi consumatori e non vogliamo sconti”, l’eco della Black Week

“Siamo i nuovi consumatori e non vogliamo sconti”, l’eco della Black Week

E anche quest’anno ce la siamo – quasi – lasciata alle spalle (affrettatevi, oggi è il Cyber Monday!). Con le super promozioni al reparto tecnologia si conclude la settimana del Black Friday, un’invenzione tutta Made in US che cade il giorno dopo il Ringraziamento. Nonostante in Europa non si festeggi con tacchino farcito, questa americanissima usanza di accumulare all’insegna del risparmio sembra essere irresistibile. O quasi. Complice un vento fresco che da mesi accarezza questa Terra malata, la settimana che si chiude ci mostra un mondo spaccato in due da nuove consapevolezze. Da una parte c’è il consumatore modello, dall’altra c’è un nuovo modello di consumatore che si rivela con tratti sempre più definiti. 

Mentre il 29 novembre eserciti di persone riempivano i carrelli per soddisfare modernissimi bisogni indotti, aggruppamenti di manifestanti gremivano le piazze per il quarto Global strike for Future. Ed ecco i due lati della luna, il dark side del consumismo e il bright side illuminato dal fervore di giovani attivisti pronti a rifiutare golosi sconti perché clima e dignità non si svendono.

File di carrelli vuoti per impedire l’accesso alle casse, commercianti che scelgono di non starci, centri di distribuzione bloccati, manifestazioni: la settimana che ci lasciamo alle spalle, per la prima volta così chiaramente, è stata anche questo. Com’ era facilmente intuibile, tra i bersagli preferiti di questa fetta di popolazione che non ci sta, c’è il colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos.

A Brandizzo e Marene in Piemonte i fattorini Amazon hanno scioperato contro turni di lavoro massacranti a cui sono sottoposti per rispettare una mole di consegne eccessiva. In Francia disordini hanno caratterizzato diverse sedi, incoraggiati da personalità come il direttore di Greenpeace France che denuncia il forte impatto ambientale dell’azienda oltre alle sue ben note irregolarità fiscali. Ma non è finita qui, il pacifico subbuglio proseguirà anche oggi in particolare in Spagna. Se il Black Friday coincideva con il Friday For Future, anche la giornata di oggi mostra un mondo che si muove su due binari che con urgenza dovranno confluire in uno unico, quello dello sviluppo so-ste-ni-bi-le.

Lo sappiamo come andrà, è il Cyber Monday, telefoni ultimo modello ed elettrodomestici intelligenti sostituiranno quelli troppo-poco-nuovi (ma funzionanti) che finiranno nel complesso giro di riciclo dei RAEE e avanti così a produrre rifiuti. Dall’altra parte ci saranno ragazzi pronti ad affollare le vie di Madrid dove oggi è iniziata la Conferenza mondiale sul clima (Cop 25). I giovani attivisti chiedono piani più incisivi per raggiungere l’obiettivo di abbattere a zero le emissioni di CO2 entro il 2050. È una missione dura considerando che Trump ha chiesto il ritiro degli USA dal Trattato di Parigi e che Bolsonaro punta il dito sui volontari che tentano di salvare la foresta Amazzonica, ma questo non li scoraggia, perché loro non si fermeranno.

Ma ci chiediamo, dove’è la piccola grande Greta in questi giorni. Mentre la terraferma è impegnata in supersconti, la Thunberg attraversava l’oceano in barca a vela pronta ad approdare domani a Lisbona. A sospingere la barca, il vento e la tenacia che ha catturato l’attenzione del mondo svelandoci il volto di una generazione che sta rimettendo in discussione i valori su cui si fonda la società del benessere, e il prezzo vantaggioso solo per l’individuo pare non interessare più. 

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