L’escalation del disagio sociale: parola dell’Istat

L’escalation del disagio sociale: parola dell’Istat

I Neet in Italia tra i 15 e i 29 sono 2,25 milioni. Pole position in Europa. Praticamente uno su quattro. Le persone “potenzialmente impiegabili”, ovvero disoccupati, scoraggiati e in cerca di lavoro, superano i 6 milioni. E’ quanto attesta L’Istat nel Rapporto Annuale 2013.

disoccupazioneI dati sulla situazione occupazionale

L’Italia ha “la quota più alta d’Europa” di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano: 2,25 milioni, uno su quattro. Si tratta dei cosiddetti Neet (not in education, employment, or training), arrivati a 2 milioni 250 mila nel 2012, pari al 23,9%, circa uno su quattro. In un solo anno sono aumentati di quasi 100 mila unità. Inoltre, le persone “potenzialmente impiegabili”, cioè disoccupati, scoraggiati e in cerca, superano i 6 milioni.   Subito dopo l’uscita di questi dati, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, ha commentato: “Oggi ci confronteremo con le parti sociali sul lavoro per arrivare a fine giugno con un piano forte”.

Il vero problema

Le persone che potrebbero esser inserite nel processo produttivo sono quasi 6 milioni, se ai 2,74 milioni di disoccupati si sommano i 3,08 milioni di persone scoraggiate (disposte ad un impiego ma hanno smesso di cercare lavoro), oppure sono alla ricerca di lavoro ma non immediatamente disponibili.

Il piano del Ministro

I giovani sono sempre stati al centro del piano per l’occupazione del Ministro per il lavoro Enrico Giovannini. Il ministro ha in mente di destinare un piano tra i 10 e i 12 miliardi di euro per ridurre la disoccupazione giovanile di 8 punti percentuali. Questi soldi potrebbero arrivare dalla chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione nei confronti del nostro Paese nonché da un possibile allentamento del rigore, in particolare dal vincolo del tetto del 3% di deficit. 

di Marco Franco

23 maggio 2013

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