Su Bibbiano abbiamo bisogno di verità, non di propaganda

Su Bibbiano abbiamo bisogno di verità, non di propaganda

Quasi un mese è passato dagli arresti effettuati dai carabinieri di Reggio Emilia per l’inchiesta Angeli e Demoni, conosciuta anche meglio con il nome del paese in cui si sono svolti i reati contestati: Bibbiano. Nello specifico gli indagati sono accusati di depistaggio, maltrattamenti su minori, falso processuale, violenza privata, tentata estorsione, falso in atto pubblico, peculato d’uso e lesioni gravissime. In sostanza alcuni funzionari pubblici, tra cui psicologi e assistenti sociali, avrebbero falsificato la procedura di affidamento per far sì che alcuni bambini venissero affidati ad amici e conoscenti. Gli affidatari dei minori, una volta ricevuto il bambino, ricevevano un compenso mensile che varia da 600 a 1300 euro al mese.

Tra le varie voci che si sono rincorse riguardo a questa vicenda c’è anche quella per la quale negli interrogatori con i minori sarebbe stato usato l’elettroshock. In realtà è una falsità: lo strumento utilizzato è la Neurotek, che è in grado di mandare piccoli impulsi elettrici, ma non causa l’elettroshock. I minori dovevano tenere fra le mani questo oggetto, sicuramente in grado di creare pressione psicologica. Va inoltre detto che la Neurotek non è assolutamente prevista dal sistema sanitario italiano, quindi illegale in tale contesto.

Per svolgere tali incontri con i minori gli psicoterapeuti ricevevano il compenso di 135 euro l’ora, a fronte dei 60/70 euro che vengono mediamente dati agli altri professionisti per svolgere questi incarichi. È interessante tra l’altro sapere che l’Asl di Reggio si sarebbe potuta far carico di questo compito svolgendolo gratuitamente grazie alle proprie strutture ed ai propri dipendenti. Fino ad ora è stato stimato un costo di ben €200.000 per la regione.

Fino ad ora gran parte delle prove dell’accusa si basano sulle intercettazioni dei professionisti, i quali avrebbero manipolato i bambini a tal punto da fargli credere di aver subito degli abusi sessuali al fine di poterli dare in affidamento a loro piacimento. Ci sarebbe anche un disegno che sarebbe stato manomesso per manipolare la realtà dei fatti. Queste, però, non sono considerabili prove fino a che non saranno sottoposte al contraddittorio durante il processo. Inoltre va segnalata l’estrema delicatezza della situazione complessiva che rende impossibile qualsiasi approccio affrettato, come ha dimostrato la teoria dell’elettroshock.

Ciò non significa ovviamente che l’inchiesta sia totalmente campata per aria, anzi, ma per dovere di cronaca è bene ricordare che la verità viene decretata nei tribunali e non sui social network.

Ad oggi, infine, va segnalato che quattro dei sette bambini coinvolti nell’inchiesta sono tornati a vivere con i loro genitori naturali.

Verità per favore, non propaganda

Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, infatti, non è stato in realtà un percorso alla ricerca della verità assoluta, anzi. Il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è stato fin da subito al centro della bufera, anche se con le accuse “popolari” sbagliate. Carletti, infatti, è indagato per abuso d’ufficio per aver affidato il servizio di psicoterapia alla onlus Hansel e Gretel, senza però aver seguito la procedura stabilita dalle norme e quindi agendo in modo tutt’altro che trasparente. In sostanza avrebbe fatto sì che la onlus citata avesse un vantaggio economico, derivato da una procedura non regolare nell’affidamento del servizio.

Eppure, il partito di Carletti, il Partito Democratico, è stato fin da subito attaccato dagli avversari politici e definito persino “partito di Bibbiano” dai mai cauti esponenti del Movimento 5 Stelle. Eppure i pentastellati sono proprio coloro che donarono la bellezza di €195.000, risparmiati dai consiglieri regionali del Piemonte, ad Hansel e Gretel: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?». Questa non è una difesa nei confronti del PD, sia chiaro, nemmeno un attacco verso i pentastellati. Tuttavia tale scontro politico, in una situazione così grave, è a dir poco ridicolo, in particolare considerando che il partito accusatore è tra i donatori di somme considerevoli alla onlus finita nell’inchiesta.

Ad iniziare l’attacco politico è stata una certa componente di destra, che ha più volte dichiarato “parlateci di Bibbiano”. Il destinatario ideale è, citando le parole da un articolo de Il Primato Nazionale, la stampa mainstream, che a detta loro sarebbe tutta schierata con la sinistra italiana e per questo motivo avrebbe preferito tacere nei giorni appena successivi allo scoppio dell’inchiesta. L’articolo citato titola “Vi abbiamo costretto a parlare di Bibbiano. Cari compagni, in ogni caso avete perso”, ma cosa significa? Se le accuse fossero vere qualcuno vincerebbe? Se fossero false, qualcuno avrebbe perso?

L’unica cosa che desideriamo relativamente all’indagine su Bibbiano è la verità. Sana, obiettiva e dichiarata esclusivamente dagli organi che nel nostro Paese rappresentano la legge. Prima e dopo ciò non c’è nulla che valga qualcosa, se non sciacallaggio politico fatto su un’inchiesta che fa venire i brividi anche leggendo solamente i capi d’accusa.

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