Mimmo Lucano in Sapienza: la sinistra esiste ancora e vive nell’Università

Mimmo Lucano in Sapienza: la sinistra esiste ancora e vive nell’Università

Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace, come un leader

Esistono e non sono pochi gli italiani che non appoggiano il governo. Esistono e, forse, non si sentono rappresentati da nessun’altra forza politica. “Sono di sinistra”; una sinistra delusa, abbandonata, svilita. Una sinistra sterile che elegge come propri “nuovi” leader i protagonisti dei video virali sul web, perché non ha una vera alternativa. Una sinistra che è sembrata morta ma non lo è. E credo che un segnale di vita più forte non potesse provenire da una giornata come ieri, in cui Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace, è stato ospite all’Università La Sapienza. La sinistra ha urlato ancora di esistere e, purtroppo, anche di resistere alle intimidazioni neofasciste.

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L’occasione che ha messo insieme un corteo di migliaia di persone di qualsiasi età è stata, dunque, l’arrivo di Mimmo Lucano. L’università ha accolto in festa il sindaco simbolo della lotta contro la “chiusura dei porti”. La sua cittadina, Riace, ha portato avanti un esempio di immigrazione integrata, efficiente e vantaggiosa anche per gli italiani del posto. Lo scorso anno Mimmo Lucano è stato trasformato in un delinquente capace di favorire l’immigrazione clandestina. Rinviato a giudizio, sarà nuovamente processato l’11 giugno.

 

Breve storia del Sindaco di Riace

La storia di Mimmo Lucano è molto lunga ed inizia prima della sua notorietà mediatica nazionale. Sindaco per tre mandati, dal 2004 al 2018, anno in cui fu sospeso dalla carica, Lucano aveva negli anni iniziato a mettere a punto il Modello Riace. La sua strategia di integrazione lo ha portato ad essere 3° al Premio World Mayor (migliori sindaci al mondo) ed alcuni anni dopo 40° nella classificata stilata da Fortune sui leader più influenti della Terra. Una carriera ricca di successi e di riconoscimenti per essere sindaco di un paese di 1.800 abitanti. Un percorso che l’ha portato anche ad essere premiato a Brna per la pace e i diritti umani.

Oggi certe cose non bastano per guadagnarsi la stima dei propri connazionali; specialmente se parli d’integrazione quando l’immigrazione viene presentata come il principale problema della nazione e se un clima di odio e di paura si stende su tutta la penisola. Perciò, subito dopo che la Procura di Locri nell’ottobre del 2017, ha aperto le indagini su Mimmo Lucano, contro di lui si è scatenata la gogna mediatica. A Giugno dell’anno successivo il Ministro dell’Interno Salvini in un video diceva esplicitamente a Lucano: “Sei uno Zero!”. Di Maio invitava a prendere le distanze da certi modelli. Lucano era diventato uno, l’ennesimo, che con i migranti guadagnava.

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Per chiarire la situazione e introdurre la giornata di ieri, ritengo, siano utilissime le parole pronunciate da Saviano lo scorso ottobre: “non temo il processo, da amico e sostenitore di Mimmo Lucano, non temo il processo, perché sono sicuro che lo saprà smontare segmento per segmento nelle sedi giuste. Temo il clima che si sta impossessando del paese, ovviamente voluto da questo governo”. Saviano va avanti e cerca di far capire che cose di questo genere sono menzogne, processi le cui accuse probabilmente cadranno. Servono per il loro peso politico, servono ad accumulare consenso, nella prospettiva che in un modo o nell’altro chiunque non osteggi l’immigrazione ci guadagni, sia uno schiavista, un criminale.

 

All’interno dell’Università La Sapienza, un corteo per sostenere Mimmo Lucano

La figura di Mimmo Lucano è stata trasformata in questo: un altro capro espiatorio, un altro nemico per mezzo del quale generare consenso. E il clima che si è creato attorno a lui è esattamente quello descritto da Saviano. Un clima di odio. Per questo ieri Mimmo Lucano aveva bisogno di un corteo che lo scortasse; di migliaia tra giovani studenti, professori, ricercatori che lo supportassero fisicamente; che tutta l’Università La Sapienza lo accogliesse a braccia aperte senza nessun ostacolo.

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Ostacolo che era comprensibile che si creasse vista l’ambiguità che i media hanno relegato alla figura di Lucano. Gli estremisti di destra nei giorni precedenti esprimevano il loro rifiuto verso la lezione che Mimmo Lucano avrebbe tenuto in Sapienza. Volevano impedire che Lucano tenesse la conferenza e per un attimo sono tornati negli anni ’70. Per loro è “un nemico dell’Italia”. Un gruppo di soli cinquanta militanti di Forza Nuova fuori l’Università La Sapienza, davanti Piazzale Aldo Moro ha cercato di opporsi e contrastare l’arrivo di Lucano. Un ragazzo che si è messo in opposizione è stato schiaffeggiato. La contestazione c’è stata da parte dell’estrema destra, ma era insignificante rispetto all’immenso corteo che intonava “Bella Ciao” e “Non me sta bene che no”  per azzittire i neofascisti. E’ stata un giornata divisiva. Sinistra, Destra, dentro l’Università: un mondo che non esisteva più.

Gli studenti hanno risposto “presente!”, insieme a tanti comuni cittadini, docenti e ricercatori.  Hanno dimostrato di non essere rassegnati ad una politica dell’odio e della chiusura. Il mondo universitario, quello intellettuale, ieri ha dato vita ad una delle più sentite manifestazioni di sinistra degli ultimi anni.

 

“Un sogno d’umanità e democrazia”

Mimmo Lucano è stato accompagnato nella facoltà di Lettere e Filosofia e in un’aula stracolma di gente ha iniziato i suoi discorsi. E’ intervenuto all’interno del seminario “Convivenze”. Si è presentato come “uno di noi”, come un cittadino che verrà processato e non troverà escamotage per sfuggire al tribunale. Ha parlato del modello d’integrazione che ha costruito a Riace, la semplicità di come si è creato. Ha iniziato dal ’98 quando sono arrivati i curdi. Ha spiegato delle molte abitazioni messe a disposizioni da migranti calabresi ora in Argentina, in Brasile. Senza un euro si portava avanti un progetto di integrazione e ripopolamento di Riace. I primi fondi dal Ministero arrivarono nel 2001. Riace contribuì a creare il modello Sprar.

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L’antropologo, Vito Teti, che ha invitato Lucano per il seminario, ha ricordato il prestigio della figura di Lucano, i suoi premi, i riconoscimenti su diverse riviste internazionali e di Wim Wenders che ha voluto girare un cortometraggio su Riace e il suo Sindaco.

Lucano non poteva non parlare della situazione politica. “Un’onda rossa e un’onda nera” attraversano il nostro paese. Lucano racconta di un sogno di umanità e di democrazia e di un popolo consapevole. Minimizza Salvini come pochi hanno saputo fare prima. “Mi dice che sono un zero, rispondo è vero”. Critica il clima di paura e di divisione che il Ministro dell’Interno mira a diffondere senza alcun contegno. Lucano ne ha anche per la sinistra “che spesso quando è al governo disattende le istanze del popolo”.

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Mimmo Lucano si è offerto alla platea come una persona semplice e trasparente. L’Università l’ha accolto in una maniera per cui il sindaco esiliato si è detto “veramente emozionato, è uno dei momento che ricorderò per tutta la vita”. La gente normale che frequenta il più grande ateneo pubblico d’Europa si è schierata al fianco sinistro dell’ex primo cittadino di Riace, contro l’odio dei neofascisti e la politica del governo.

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