La Pasqua funesta dell’Irlanda del Nord

La Pasqua funesta dell’Irlanda del Nord

Come un magma caldo che scorre nel sottosuolo, lontano dagli occhi, nella quiete apparente, la violenza in Irlanda del Nord zampilla fuori con tutto il suo furore alla prima crepa del terreno. 

In questi giorni, l’aria si taglia con il coltello in città come Derry, per i repubblicani, Londonderry, per gli unionisti. Si tratta della stessa cittadina teatro del Bloody Sunday (30 gennaio 1972) che impressionò un giovanissimo Bono Vox ispirando, anni più tardi, l’omonima canzone degli U2. 

La Pasqua, da queste parti, ha un forte significato storico e politico. La polizia che giovedì sera stava eseguendo delle perquisizioni nel quartiere ultra-repubblicano di Creggan, era alla ricerca di armi che avrebbero potuto essere impiegate in manifestazioni commemorative della rivolta di Pasqua del 1916. Quella nota come Easter rising, fu un’insurrezione indipendentista repressa nel sangue dall’esercito britannico. Dai controlli delle forze dell’ordine, si è generato uno scontro armato che ha provocato la morte di una reporter di 29 anni che si trovava sul posto per documentare un conflitto dalle radici profonde e mai completamente debellato. 

«Derry, questa notte. Follia totale». È stato questo l’ultimo tweet di Lyra McKee prima di venire uccisa da diversi colpi d’arma da fuoco. Lyra era una promessa del giornalismo, scriveva per il Belfast Telegraph, il magazine The Atlantic, BuzzFeed News; nel 2016 Forbes l’aveva inserita tra le personalità under30 più influenti nei media. Era una nota attivista della comunità Lgbt, trasferitasi da Belfast nella turbolenta Derry per raccontare storie. 

Lyra McKee, la reporter assassinata a Derry

Mentre la marcia commemorativa della Easter Rising è stata cancellata dai repubblicani  per solidarietà nei confronti dei familiari della vittima, la polizia nordirlandese ha pochi dubbi riguardo l’omicidio di Lyra: si tratta di un atto terroristico riconducibile ad una formazione che si fa chiamare New Ira, responsabile dell’esplosione di una bomba a Derry lo scorso gennaio.

Quello che rifiutano i militanti della New Ira, sono gli accordi del Venerdì Santo, siglati a Belfast il 10 aprile 1998, che hanno posto idealmente fine al trentennio di violenze – anche noto come The Troubles – ponendo nuove condizioni riguardo le permanenza dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito. Il conflitto nordirlandese, dalla seconda metà degli anni ’60, ha insanguinato un paese diviso tra repubblicani cattolici e unionisti protestanti, dove i primi desideravano riunirsi alla Repubblica Irlandese e gli altri erano favorevoli a rimanere sotto il governo di Londra.  

Dopo quasi vent’anni di pace (almeno apparente), l’equilibrio raggiunto a Belfast è minacciato da una combinazione di fattori che potrebbero agire come detonatore di nuovi scontri. 

Il primo fattore che minaccia la stabilità dell’Ulster, è la crisi politica iniziata nel 2017, anno dal quale l’Irlanda del Nord è senza un governo che, come previsto dagli accordi del ’98, deve essere equamente rappresentativo di entrambe le anime del paese. Quella repubblicana è incarnata dal partito Sinn Féin, mentre la sua controparte pro-UK è rappresentata dal Partito Unionista Democratico (DUP). Le due forze tutt’oggi non riescono a trovare un accordo dalle elezioni del marzo 2017. 

A  soffiare ulteriormente sul fuoco del radicalismo, c’è la questione Brexit che potrebbe provocare un irrigidimento del confine tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda. Quest’ultima, per salvaguardare la pace al confine, ha chiesto che nell’accordo sulla Brexit sia garantita la permanenza dell’Irlanda del Nord all’interno del mercato unico europeo. A non vedere di buon occhio questa ipotesi conosciuta come backstop, è proprio il DUP vicino al governo May. 

L’incertezza politica, e una Brexit che si sta dimostrando più problematica del previsto, sembrano essere terreno fertile per vecchi rancori e per il proliferare di organizzazioni violente pronte a mietere vittime innocenti che desiderano lasciarsi alle spalle un passato di guerra a favore di un futuro di pace. Un futuro come quello che Lyra McKee lavorava per costruire. 

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