Ennesima figuraccia tutta italiana: scompare dalla nuova bozza Lega-M5S la richiesta di cancellare 250 mld di debito

Ennesima figuraccia tutta italiana: scompare dalla nuova bozza Lega-M5S la richiesta di cancellare 250 mld di debito

E’ già scomparsa dalla nuova bozza di contratto Lega-M5S la fantasiosa proposta di chiedere alla BCE di Draghi la cancellazione di 250 miliardi – in realtà 340 secondo l’ultimo aggiornamento dell’11 maggio – di Titoli di Stato.

Questa volta l’avevano sparata davvero grossa i panta-leghisti, corsi ai ripari subito dopo la pubblicazione in esclusiva dell’Huffington Post. In una nota congiunta, le due forze politiche hanno subito specificato che la bozza pubblicata era stata già superata da un nuovo contratto (in cui non compare più la richiesta di cancellazione dei 250 miliardi di debito pubblico, ndr): E’ una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico. La versione attuale, dunque, non corrisponde a quella pubblicata. Molti contenuti sono radicalmente cambiati. Sull’euro, ad esempio, le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica. La versione pubblicata, dunque, non è fedele a quella attuale”

Oltre all’ennesima figuraccia tutta italiana, con la lunatica proposta, Salvini e Di Maio hanno dimostrato una scarsa conoscenza della politica monetaria – i Trattati infatti vietano il finanziamento degli Stati da parte della BCE e quindi il taglio del debito pubblico.
Ma non solo. La cancellazione di quei Titoli di Stato andrebbe sottoposta a percorsi e meccanismi complicati e annosi, non certo un colpo di spugna. E questo particolare sembra sfuggire agli economisti pantastellati che avrebbero avanzato l’ipotesi accolta con favore da Salvini.

“Il solo fatto che qualcuno abbia pensato di inserire in un programma di governo assurdità come l’auto-perdono di 250 miliardi di debito, anche se poi se l’è rimangiato, aleggerà per sempre come una cappa inestinguibile sul vostro Paese” ha dichiarato Daniel Gros, dirigente del Center of european studies di Bruxelles in un’intervista pubblicata questa mattina su Repubblica.

Altro da aggiungere? Grosse risate a Bruxelles, il debito pubblico rimane e le solite menti annebbiate pure.
Dall’Italia è tutto. Per ora.

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