Smascherare le fake news: la blockchain può aiutarci

Smascherare le fake news: la blockchain può aiutarci

 

Fake news è la parola del momento. Decretata non a caso parola dell’anno 2017 dal Collins Dictionary, si iniziano a vedere gli effetti del meccanismo perverso associato alla diffusione delle bufale.

Sembravano partite come notiziole innocue, che solleticavano la “cliccaggine” e la condivisione, invece la loro contagiosa viralità ha ben attaccato ogni ambito dell’informazione. E non a caso ovviamente, il caos informativo è una potente arma per chi vuole pilotare, manipolare, confondere.

Fake news, come evitare la diffusione

La verità è ormai in dubbio. È su questo dato di fatto che ha preso il via il progetto TrueInChain, che permette di contrastare le fake news attraverso la tecnologia blockchain, che verrà presentato l’11 maggio presso l’Istituto IASSP di Milano nella cornice del seminario “La possibilità della verità. Smascherare le fake news con la blockchain?”.

Il progetto, ideato da Marco Franco, segretario generale dello IASSP, è stato sviluppato con un team di cui fanno parte Nicolò Russo, un dottorando IASSP, e Lorenzo Echeoni (CEO G2R). L’11 maggio saranno inoltre presenti: Francesco Borgonovo, Caporedattore “La Verità”, Michelangelo Coltelli, Fondatore Butac, Roberto Siagri, CEO Eurotech.

TrueInChain: quando l’innovazione può svelare la menzogna

C’è un bel libro di Philip K. Dick intitolato La penultima verità (The Penultimate Truth, 1964). Era uno tra gli otto preferiti dallo stesso scrittore, un romanzo ambientato in un futuro apocalittico successivo alla terza guerra mondiale, nel quale affronta i temi a lui cari quali la manipolazione della realtà e la dicotomia autentico/falso.

Per scampare dagli effetti nocivi delle radiazioni, l’intera umanità è costretta a vivere sottoterra in una sorta di gigantesco formicaio.

Un thriller fantascientifico al limite del paranoico, dalla trama veramente interessante, in cui Dick con molta “leggerezza” e ironia riesce a toccare i nervi scoperti di una umanità ancora lungi dall’esistere ma nei cui tratti possiamo facilmente prefigurare scenari verosimili.

Qui vediamo in azione robot costruiti dagli uomini per poter combattere in superficie la guerra al posto loro. Accade però che un uomo salito in superficie riesce a scoprire quanto la realtà raccontata alla televisione dal Presidente eternamente giovane sia totalmente difforme da quella vista con i propri occhi.

Non avviene forse questo? Che viviamo sottoterra, incapaci spesso di conoscenza e informazione vera? La società ha bisogno di un sistema in grado di riconoscere e certificare la menzogna.

Blockchain contro fake news

Marco Franco spiega che “nella moderna informazione è impossibile tener traccia delle personalità e dei siti che promulgano le fake news”, inoltre non si riesce ad attribuire un ranking legato alla propria accountability e quindi ai modelli di comportamento del passato. Come si inserisce la blockchain in questo? “Uno dei punti di forza della blockchain è proprio legato alla conservazione, in questo caso delle fake news, senza che nessuno possa intervenire nella falsificazione delle stesse”.

Menzogna e verità non viaggiano alla stessa velocità (i bot controllano il web), e la menzogna non ha una reale contropartita. Smentita una bufala se ne origina immediatamente un’altra, senza la possibilità di tenere traccia e contezza di tutte le informazioni. La diffusione della notizia falsa è aiutata dall’immediato rimbalzo di giornalisti poco scrupolosi nella verifica dell’informazione. Da qui si producono nuovi trend topic che contagiano gli utenti.

L’intento del progetto TrueInChain è proprio quello di disturbare positivamente questo meccanismo a cascata, mettendo in competizione debunker e promotori di fake “con l’obiettivo finale di creare un indice ed un ranking che consenta di fornire una visione della realtà giornalistica, attraverso l’ausilio di un team validatore delle fake news ritenute false oggettivamente che finiscono direttamente nella blockchain visitabile da tutti gli utenti.”

“La falsificazione è una minaccia” (anche per la stessa democrazia)

Liquidare questa affermazione tacciandola per l’ennesimo inutile allarmismo è una scelta sciocca e superficiale, ne va del benessere della nostra democrazia.

“La manipolazione dell’opinione pubblica attraverso le fake news è una minaccia reale alla stabilità e alla coesione delle nostre società europee” – Julian King, commissario UE alla sicurezza

La crisi finanziaria del 2007-2008 ha nutrito la rabbia delle persone più povere nei confronti delle élite, ricche e privilegiate. Questa battaglia è culturale e ha creato nuove divisioni, non più in base alle classi sociali ma all’identità.

Ciò significa che si è creato in questi anni un clima pericoloso, in cui si sono inseriti i social media, oltre ai canali televisivi. Gli effetti sono stati a lungo minimizzati, in primis la capacità di influenzare le scelte (anche politiche) di ognuno di noi selezionando foto, notizie e annunci mostrati ad ogni utente in modo personalizzato. Con le fake news si è chiuso il cerchio.

Se nei paesi ricchi si tocca il telefono più di 2.600 volte al giorno, cosa accade alla percezione della realtà se per 2600 volte leggiamo bufale, spinte dal trend della politica del disprezzo, in cui la verità vale meno delle falsità?

Qualche mese fa l’Economist si chiedeva: “Do social media threaten democracy?” commentando che sarebbe stato “meraviglioso se un tale sistema di condivisione delle informazioni aiutasse la verità a salire in superficie, ma purtroppo accade il contrario”, sempre più persone credono alle notizie diffuse dai social.

Diffidiamo dalle bugie, il passato è testimone di quanto sia pericolosa la loro diffusione: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità” (Joseph Goebbels).

Fake news

La possibilità della verità. Smascherare le fake news con la blockchain?

Intervengono:

Francesco Borgonovo, Caporedattore “La Verità”
Michelangelo Coltelli, Fondatore Butac
Marco Franco, Segretario Generale IASSP
Nicolò Russo, Dottorando IASSP
Roberto Siagri, CEO Eurotech

Venerdì 11 maggio 2018
dalle ore 14:30 alle 18 circa
Istituto IASSP, via Vittor Pisani 6 Milano

La partecipazione è gratuita, è gradita la conferma (scrivere a [email protected]).

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