Anche le ministre piangono: affari di cuore, pozzi d’oro nero e intercettazioni
Pianse la Fornero lacrime di coccodrillo per noi italiani. Pianse la Mogherini per i morti di Bruxelles, ma forse più per se stessa.
Ora, sul filo di un telefono privato ma non tanto, si sente il pianto di Federica Guidi, ormai ex ministro per lo Sviluppo Economico, ricca imprenditrice che ha saputo delocalizzare all’est i suoi affari per sfuggire agli onerosi balzelli italiani. Ora piange, la gentile Federica, anche lei scelta nella rosa del governo Renzi, bellina tra le ‘bonazze’, “figlia di” tra le “figlie di”. Nella fattispecie, figlia di Guidalberto Guidi, facoltoso imprenditore modenese, per anni deus ex machina in Confindustria. Perché “ piange il telefono” di Federica? Col cuore non si scherza. E chiediamolo a Gianluca Gemelli. Ma…. chi è costui? Non un promesso sposo, in realtà suo incerto “marito” e padre certo di suo figlio. Non è un rompicapo.
Si può accusare una donna di aver fatto delle scelte sbagliate? Sicuramente no, succede a tutte le donne del pianeta. E quando Federica conobbe il quarantenne siciliano, già sposato con un’altra “figlia di” e poi separato, ne rimase affascinata, non intuendo che dietro l’aspetto di bel bamboccione si nascondeva una persona con vecchia patente di “social climbing” (alias arrampicatore sociale ), il quale aveva saputo costruire le sue fortune manageriali in terra sicula attraverso le giuste amicizie al tempo giusto.
Il legame con Federica andava a chiudere un cerchio fortunato, il cacio sui maccheroni. Lui se ne vantava nel suo entourage, sicuro che l’appoggio della compagna facesse andare a buon fine l’iter di un certo”emendamento” che avrebbe sbloccato i lavori nel giacimento di combustibile fossile di Tempa Rossa in Basilicata. Tale giacimento è gestito per il 50% dalla Total e l’altro 50% dalla giapponese Mitsui e l’anglo-olandese Shell.
L’ex ministra ha infine capito le manfrine del suo bellimbusto, che amava definire come “marito”, laddove le loro frequentazioni erano del tutto sporadiche ed era lei a mantenere e curare il figlio avuto dall’unione. Da un’ulteriore intercettazione telefonica, lo accusa piangendo di averla “usata” e lo lascia ipso facto. Ora l’ex ministra dovrà rispondere davanti alla Procura delle altre imbarazzanti intercettazioni, nelle quali viene coinvolta Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme Costituzionali, la quale sembrava “favorevole” a concedere il suo “accordo” al famoso emendamento per Tempa Rossa.
Conflitti d’interesse, emendamenti, intercettazioni, un bel fricandò. Così Federica Guidi si è dimessa dal suo incarico ministeriale, accompagnata dalle benedizioni di Renzi, il quale si è affrettato ad aprirle la porta con un “si accomodi pure”.
Ma,viene da dire… non dovrebbe dimettersi anche l’altra “bellina” coinvolta in questo e l’altro scandalo della Banca Etruria?




