Da Fede ai tagli editoriali
BREVINEWS: una notizia,un commento.
Emilio Fede– Unico, inenarrabile, non vedremo più il tg di Emilio Fede. Già, Fede lascia, non per “ voler” lasciare ma per essere stato lasciato da Mediaset, che lo stesso si affretta a dire di non voler lasciare del tutto. Un bel gioco di parole, di pause e di sottendimenti , come era nello stile “sui generis” dei telegiornali raccontati e commentati in prima persona dall’ineffabile Emilio.
Le sue 80 primavere sono veramente sorprendenti. Ma più sorprendente sembra il suo “chirurgo plastico”!
Art.18 – Sembra che su questo famigerato art. 18 debba pesare tutto l’architrave del rilancio dell’economia. Incastrati nelle maglie della sua modifica, si perde di vista che tutto il problema dell’occupazione italiana non è tanto sulla flessibilità in uscita ma sulla precarietà in entrata. Anziché girare intorno ai commi dell’articolo, non sarebbe meglio: a) alimentare le piccole e medie imprese; b) intervenire sui vari contratti di lavoro a tempo indeterminato…?
E s o d a t i – Chi sono costoro ? Forse coloro che fuggirono dall’Egitto guidati da Mosè? L’interrogativo è stato posto ad alcuni nostri parlamentari intervistati all’ uscita da Montecitorio. “ Mah, non so, non m’interessa, ho fretta …. “ hanno candidamente dichiarato i più, esclusivamente dediti alla cura delle loro competenze … e non si sa quanto. Tanto, si tratta di un argomento che nemmeno li sfiora, stando come stanno in una botte di ferro.
Ed ecco risolto l’interrogativo. Gli “esodati” sono coloro che hanno scelto a suo tempo di andare in mobilità firmando un accordo conveniente col datore di lavoro e con le vecchie regole pensionistiche. Senonchè, con la nuova riforma che allunga i limiti di età, costoro si sono trovati di fronte all’amara sorpresa di vedere la tanto desiderata pensione procrastinata di parecchi anni, almeno sei. Questo, in parole povere.
Secondo stime approssimative, pare che gli esodati siano circa 350.000 , una cifra non trascurabile. Ma il Presidente dell’INPS Mastrapasqua si premura ad opporre delle dovute correzioni , affermando che… “sono incontabili” . Se non riesce a contarli l’INPS!….
Malagrotta – Già preannunciata da tempo e passata di proroga in proroga, stavolta pare certa la chiusura della discarica romana di Malagrotta a fine 2012-marzo 2013. L’argomento potrebbe essere ritenuto di interesse territoriale, ma, viste le immancabili difficoltà di reperimento di altre aree idonee e visti certi precedenti che ci hanno messo alla berlina anche oltreoceano, se ne traggano le conseguenze.
Si parla addirittura di “ farsa “ nella raccolta del “differenziato”…Vogliamo scherzare! Dopo anni ed anni che ci hanno costretto ad un continuo lavorìo per la scrupolosa divisione in sacchetti dell’umido, del cartaceo e della plastica, togliendoci del tempo prezioso per essere persone civili, ora se n’escono con la “farsa”….
Stiamo a vedere cosa succederà a fine anno e dintorni. Che non debba ripetersi per Roma Capitale una Napoli bis !…
I K E A – Stoccolma in tasca! Il noto colosso svedese apre ben più di una decina di altri punti vendita nella nostra accogliente penisola. Non si lasciano scappare un terreno commerciale tanto fertile. Per l’Ikea tutti si muovono. Chi non ha in casa almeno un mobile, un piatto, un bicchiere, un aggeggino di legno per raccogliere il miele dal barattolo senza sbavare, un copripiumone, un cuscino, una ciotola colorata per la tavola o quantomeno per il gatto mangione ?
La folla corre quando vede scritto Ikea, quelle lettere cubitali gialle su fondo bleu elettrico. Oltre al fatto della convenienza , la gente trova in questi immensi magazzini non solo un punto di sfogo, il riferimento per una passeggiata a buon mercato, ma un punto di incontro e di coesione in una società frammentata come nell’oggi.
Già nella prossima estate se ne vedrà l’apertura a S.Giovanni Teatino, in provincia di Chieti. Ed è subito polemica “raccomandazioni” per la prospettiva di ben 220 posti di lavoro! Ma il presidente Ikea si è affrettato a contattare i politici del luogo onde evitare favoritismi, che sono ben al di là della politica aziendale degli svedesi. Bene… Ma sicuramente in Italia si troverà la scorciatoia per aggirare certe incomprensibili filosofie nordiche!
Tagli alla cultura – La forbice sulla cultura investe tutti i settori, dall’arte all’editoria e a tutto l’indotto che vi ruota intorno.
Un esempio. Un noto quotidiano italiano ha dovuto “sopprimere” l’inserto culturale del venerdì… per mancanza di lettori. Ciò a seguito di approfondite statistiche derivate da questionari diretti ai lettori, che hanno dichiarato in modo lapalissiano il proprio disinteresse all’argomento culturale del venerdì. Come a dire…facciamoci del male!
Angela Grazia Arcuri
Roma, 30 marzo 2012.




